Lecce, scacco a clan emergente: 30 arresti. Indagato un sindaco per mafia

L’indagine, in codice Tornado, è stata condotta dai carabinieri di Maglie dove il gruppo criminale era egemone. Contestato al sindaco di Scorrano il concorso esterno

Carlomagno Faro istituzionale

blitz-carabinieriI carabinieri del comando provinciale di Lecce stanno eseguendo 30 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal giudice presso il locale tribunale su richiesta della DDA, di cui 19 in carcere e 11 arresti domiciliari, nei confronti di altrettante persone indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso, traffico, possesso e spaccio di droga, danneggiamento per incendio, detenzione illegale di armi e materiale esplodente, estorsione, ricettazione, minaccia aggravata, e sequestro di persona e violenza privata.

L’indagine, in codice Tornado, è stata condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Maglie dal settembre 2017, consentendo di individuare le condotte delinquenziali di un agguerrito gruppo criminale “emergente” di tipo mafioso egemone in numerosi comuni dell’area magliese, con connessioni e ramificazioni estese anche ad altri influenti sodalizi mafiosi della “Sacra corona unita” dell’area Salentina.

Tra i catturati figura anche un pregiudicato elemento di spicco della Sacra corona unita. Nell’inchiesta della DDA risulta indagato anche il sindaco di Scorrano (Lecce), Guido Nicola Stefanelli. Per lui l’accusa è pesantissima: concorso esterno in associazione mafiosa. Stefanelli era stato eletto con una lista civica nel giugno del 2017.

Il clan emergente, riferiscono gli inquirenti, ha dimostrato la capacità di infiltrarsi nel tessuto politico amministrativo locale, tanto da instaurare connivenze con esponenti politici, in particolare nella persona del sindaco del comune di Scorrano.

Secondo l’accusa, Stefanelli avrebbe promesso agli appartenenti del sodalizio l’aggiudicazione di appalti e servizi pubblici, e nello specifico la gestione del parco comunale “La Favorita” con annesso chiosco bar, nonché la gestione dei parcheggi comunali, impegnandosi a superare gli ostacoli burocratici ed amministrativi connesse alle aggiudicazioni, ottenendo quale contropartita il sostegno del clan nelle competizioni elettorali alle quali era interessato.