Ong tedesche riprovano a portare migranti in Italia. Salvini: “Una provocazione”

Le navi Alex e Alan Kurdy ferme a qualche miglio da Lampedusa dopo aver prelevato i migranti in Libia. Malta si offre ma la Mediterranea rifiuta e vuole il Belpaese.

Carlomagno campagna Jeep Compass Ottobre 2019

Ong tedesche riprovano a portare migranti in Italia. Salvini: Una provocazioneDopo il caso della Sea Watch è nuovo scontro tra il Governo italiano e le Ong Mediterranea e Sea Eye le cui navi hanno prelevato decine di migranti in Libia e si sono dirette verso l’Italia, ferme a qualche miglia da Lampedusa. In un primo momento c’era un accordo con il governo di Malta. La Valletta era disponibile a farsi carico dei migranti su una delle navi, la Alex, mentre l’Italia doveva accollarsi quelli sulla Alan Kurdi.

Un’intesa poi saltata con le Ong che chiedevano “garanzie”. A chiudere l’accorso il fatto che la Mediterranea voleva trasbordare i migranti su motovedette maltesi ma a patto che l’imbarcazione non entrasse in porto. Quasi certo il sequestro.

Salvini ha invitato le ong a dirigersi verso Malta e scrive al collega ministro dell’Interno tedesco Seehofer. Per il vicepremier la Ong che rifiuta Malta è una provocazione. La replica: “Nessun rifiuto, vogliamo garanzie”, fanno sapere.

“Non abbiamo rifiutato La Valletta come porto sicuro ma in queste condizioni è impossibile affrontare 15 ore di navigazione. Siamo in attesa di assetti navali italiane o maltesi che prendano a bordo queste persone”. Così Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea Saving Humans, da bordo della Alex, replica al Viminale.

Mediterranea, secondo fonti del Viminale, rifiuta l’offerta dell’Italia di trasbordare gli immigrati per condurli a Malta a condizione che in porto entri anche l’imbarcazione della ong Alex. La Ong propone di fermarsi, trasbordare gli immigrati su altre imbarcazioni messe a disposizione da Roma o La Valletta e invertire la rotta a circa 15 miglia nautiche da Malta (acque internazionali). Il Viminale giudica la proposta della ong “una provocazione”.

Per il Viminale “Mediterranea pone una serie di condizioni che appaiono finalizzate a sottrarsi a qualsiasi forma di controllo anziché a salvaguardare le persone a bordo. Questa impressione è rafforzata dalla espressa richiesta di essere sottratta a qualsiasi ‘azione coercitiva’ da parte di Malta o Italia, prefigurando una sorta di impunità”.

“Con 65 persone soccorse a bordo ci stiamo dirigendo verso Lampedusa. Non siamo intimiditi da un ministro dell’Interno ma siamo diretti verso il più vicino porto sicuro. Si applica la legge del mare, anche quando qualche rappresentante di governo rifiuta di crederlo”. Così Sea Eye in un tweet, sulla rotta presa dalla nave Alan Kurdi.