Carabiniere ucciso a coltellate in centro a Roma, è caccia all’uomo

Carlomagno Jeep Compass Febbraio 2021
Il Vice Brigadiere ucciso Mario Cerciello Rega (Ansa)

Un vice brigadiere dei carabinieri, Mario Cerciello Rega, di 35 anni, è stato ucciso nella notte nel centro di Roma con diverse coltellate sferrate da una persone al momento ignota. Il fatto è successo in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati, mentre il militare era in servizio. Ora è caccia all’uomo. Diversi posti di blocco nella capitale. Centinaia di colleghi ma anche personale di altri corpi, sono impegnati nella ricerca dell’autore, “probabilmente un cittadino africano”, spiega una nota dell’Arma.

Da una prima ricostruzione, il vice brigadiere, era impegnato con un collega a controllare due uomini considerati responsabili di furto e tentata estorsione quando uno di loro avrebbe estratto il coltello ferendolo più volte. Poi entrambi sono scappati. Trasportato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito, Cerciello Rega è poi deceduto.

Il carabiniere è stato colpito più volte in varie parti del corpo e avrebbe ricevuto 8 coltellate. Una di queste all’altezza del cuore e anche una alla schiena. Il carabiniere è arrivato in ospedale in condizioni disperate ed è deceduto poco dopo. Dalle prime informazioni, sembra fosse in borghese.

Militare ucciso per un “cavallo di ritorno” da cento euro
Il sott’ufficiale Mario Cerciello Rega sarebbe stato ucciso per cento euro: è questa la cifra, spiega ancora l’Arma, che sarebbe stata chiesta in cambio della restituzione di un borsello rubato dai due. Quello che in gergo si chiama “cavallo di ritorno”.

Giorno di lutto per l’Arma
Il militare era sposato da circa un mese e mezzo e 13 giorni fa aveva compiuto il suo 35esimo compleanno, fa sapere l’Arma su Twitter scrivendo che oggi è una giornata di lutto per i Carabinieri.

Tante le reazioni di sdegno sui social. Un utente su Twitter scrive: “RIP …ma quanta rabbia per quest’altra giovane vita stroncata …ma d’altronde se speronare una motovedetta della GDF non è reato ora diranno che uccidere un carabiniere non lo è ugualmente”.

Trenta: “Tolleranza zero”
“Stanotte – commenta il ministro della Difesa Elisabetta Trenta – il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega è stato accoltellato mentre era in servizio. Stringo in un forte abbraccio sua moglie, la sua famiglia e i suoi cari. Sono vicina all’Arma dei Carabinieri e a tutti agli uomini e le donne che quotidianamente mettono a rischio la loro vita per garantire la nostra sicurezza. Chiedo tolleranza zero per i delinquenti che hanno commesso questo vile atto!”.

Salvini: “Pagherà fino in fondo”
“Caccia all’uomo a Roma per fermare il bastardo che stanotte ha ucciso un carabiniere a coltellate. Sono sicuro che lo prenderanno e che pagherà fino in fondo la sua violenza: lavori forzati in carcere finché campa”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il cordoglio di Di Maio alla famiglia e all’Arma  
“Nella notte, a Roma, un giovane vice brigadiere dei Carabinieri è stato ucciso a coltellate da un rapinatore. Aveva solo 34 anni. Il mio abbraccio alla famiglia del militare e a tutta l’Arma. È un momento di grande dolore per lo vicebrigadiere di Stato”. Lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio sul suo profilo twitter.

Durissimo il segretario generale del sindacato dei Carabinieri: “I (politici) burattinai scaldano le poltrone, i burattini (carabinieri) muoiono”.

“Dopo il morto che peccato! Siamo stanchi di piangere, stanchi di vedere famiglie distrutte e vite spezzate”. Lo scrive in una nota Antonio Serpi, segretario generale del Sim, sindacato dei Carabinieri.

“Oggi a Roma e domani altrove – aggiunge Serpi -, mentre i burattinai scaldano le poltrone i burattini muoiono. Domani voi avrete dimenticato, noi continueremo a uscire di pattuglia pronti a sedare la prossima rissa, la prossima lite in famiglia, la prossima coltellata ricevuta. Non piangete, non serve, preparatevi alle vacanze che tanto ci siamo noi con i nostri problemi e i nostri feretri che non trovano più spazio. A nome mio, del SIM Carabinieri e di tutti quei colleghi stanchi di sopravvivere sperando di tornare a casa a fine servizio, dico: onori a Mario, onori ai colleghi che vanno avanti nonostante l’assenza di uno Stato che fa pubblicità sulla nostra pelle. Non fiori ma opere di bene si scrive in questi casi. Bene, io aggiungo: non lacrime ma strumenti efficaci per farci tornare a casa vivi”, conclude il comunicato del sindacalista del’Arma.

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