Carabiniere ucciso, polemiche su foto Elder Finnegan Lee bendato e legato

Individuato e trasferito il militare autore dello scatto. Il premier Conte sui social: "Bendare un indagato è reato". Salvini: "Unica vittima è Cerciello Rega". Stessa posizione da Di Maio.

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Il presunto autore dell’omicidio Elder Finnegan Lee bendato, legato e col capo chinato (Elder è biondo mesciato come in foto, Natale Hjort ha carnagione olivastra e capelli scuri, ndr)

E’ polemiche sulla foto scattata in una caserma dei carabinieri nella quale compare legato e bendato, Elder Finnegan Lee, il presunto autore dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. La foto è stata scattata da un altro militare al momento del fermo, prima di essere interrogato dai pm. La foto ritrae l’indagato legato con le braccia dietro la schiena, una benda davanti agli occhi e col capo chinato. Poi la foto è stata fatta circolare in alcune chat e infine pubblicata sui media.

Elder Finnegan Lee era stato fermato, misura poi convalidata dal gip, insieme all’amico diciottenne Christian Gabriel Natale Hjort. Ora si trovano nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di omicidio aggravato in concorso, furto e tentata estorsione.

Sul caso della foto sono state avviate indagini interne da cui è stato individuato il militare responsabile dello scatto. Per lui è stato disposto il trasferimento immediato ad “altro incarico non operativo”. L’immagine apre i siti americani, dalla Cnn, che parla di “un’immagine scioccante”, al Washington Post e al Los Angeles Times che, citando le autorità italiane, parlano di “atto illegale”.

Il premier Giuseppe Conte: “Bendare un indagato è reato”
“Non c’è nessun dubbio – sottolinea il primo ministro – che la vittima di questa tragedia sia il nostro Mario. Invito tutti a considerare, tuttavia, che bene ha fatto l’Arma a individuare il responsabile di questo improprio trattamento e a disporre il suo immediato trasferimento. Riservare quel trattamento a una persona privata della libertà non risponde ai nostri principi e valori giuridici, anzi configura gli estremi di un reato o, forse, di due reati” aggiunge Conte evidenziando che è “censurabile” la diffusione della foto sui social. “L’Italia è uno Stato di diritto – ha proseguito -. Abbiamo principi e valori consolidati: evitiamo di cavalcare l’onda delle reazioni emotive tenuto anche conto che la nostra legislazione, in caso di omicidio volontario, contempla già l’ergastolo e non consente più sconti di pena”.

Salvini: “A chi si lamenta ricordo che unica vittima è carabiniere ucciso”
“Chi si lamenta della bendatura di un arrestato, ricordo che l’unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un carabiniere, un servitore della Patria morto in servizio per mano di gente che, se colpevole, merita solo la galera a vita. Lavorando. Punto”, ha commentato invece il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Stessa posizione espressa dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Parole che hanno suscitato critiche a sinistra (“il commento Salvini - ha dichiarato la senatrice dem Monica Cirinnà – è incompatibile con la Costituzione, che impone sempre il rispetto della dignità dell’indagato e dell’imputato”) ma anche distinguo nel centrodestra. “Sono immagini che non rendono onore a chi siete realmente, rischiano di far passare un carnefice per vittima polemiche” ha scritto, rivolto agli “amici carabinieri”, il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook. “Cosa ci fa una benda in una stazione dei Carabinieri? Sono cose da far west” ha detto invece il presidente della camera penale di Roma, Cesare Placanica.

Di Maio: “Più parole per foto bendato che per carabiniere ucciso. Così è caciara”
“Ho visto molte polemiche sulla foto del ragazzo bendato, quella foto non è bella sicuramente ma parlare ogni giorno quasi più del ragazzo bendato che del nostro carabiniere ucciso significa buttarla in caciara”, ha detto Luigi Di Maio, che oggi sarà ai funerali del carabiniere ucciso, commentando la foto del fermato bendato. L’Arma ha punito i carabinieri per la foto ma “abbiamo un nostro servitore dello Stato ammazzato con 11 coltellate” aggiunge, “adesso si vada avanti e spero veramente in una pena massima che possa essere l’ergastolo per questa gente”.

Il pg di Roma Salvi: Interrogatorio svolto senza costrizioni”
In una nota, il procuratore generale di Roma, Giovanni Salvi, ha sottolineato ad ogni modo che “le informazioni fornite dalla Procura della Repubblica di Roma circa le modalità con le quali è stato condotto l’interrogatorio consentono di escludere ogni forma di
costrizione in quella sede” dal momento che gli indagati sono stati avvertiti dei loro diritti, erano “liberi nella persona, senza bende o manette” alla presenza di un difensore, con redazione di un verbale integrale.

Dall’autopsia brigadiere colpito con 11 coltellate
Intanto dall’autopsia sulla salma del vicebrigadiere è emerso che Mario Cerciello Rega è stato colpito con 11 coltellate e non otto come era trapelato subito dopo l’aggressione. A condurre le indagini sono il procuratore vicario di Roma Michele Prestipino, il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e il pm Maria Sabina Calabretta. Come avviene in tutti i casi simili di americani fermati all’estero il Dipartimento di Stato offrirà “l’assistenza appropriata”.

Nella stanza di albergo dove alloggiavano i due fermati gli inquirenti hanno rinvenuto l’arma del delitto, un coltello di notevoli dimensioni e gli abiti usati quella notte. Inoltre è stato trovato un flacone di Xanax, un ansiolitico utilizzato a quanto pare da Elder Finnegan Lee, reoconfesso dell’accoltellamento mortale. E chi indaga non esclude che i californiani avessero assunto alcolici (o un mix di droga e alcool) prima di incontrare i due carabinieri in borghese la notte tra il 25 e 26 luglio.

Domenica è stato stato individuato dai carabinieri il vero pusher che ha venduto aspirina al posto della droga ai due californiani arrestati per l’omicidio dei vice brigadiere Mario Cerciello Rega. Secondo quanto trapela, si tratterebbe di un italiano. Sono in corso accertamenti anche sulla posizione di Sergio B., l’intermediario derubato dello zaino che quella sera diede l’allarme al 112. Saranno indagati per reati di droga. A quanto ricostruito, l’uomo accompagnò personalmente i ragazzi dallo spacciatore.

Diffuso anche l’audio in cui Sergio B. dice al 112 di essere stato derubato dello zaino. Il militare della centrale operativa afferma che se i due ladri erano ancora lì mandava due colleghi in abiti civili. L’intermediario risponde di no, che sono scappati. Il carabiniere a quel punto dice di inviare una pattuglia. E’ mistero sulla presenza di una o più gazzelle sul luogo dell’appuntamento mortale in via Pietro Cossa, dov’è avvenuta la colluttazione. I giovani hanno riferito che Cerciello Rega e Varriale non sapevano “fossero carabinieri”. Circostanza tutta da verificare, poiché l’Arma sostiene che i due si erano qualificati. Secondo i presunti assassini i due uomini potevano essere due spacciatori mandati lì per punirli in seguito al furto dello zainetto dell’intermediario Sergio B. e alla conseguente richiesta di riscatto. Per questo motivo forse si erano armati di un coltello.

Il punto sulle indagini: martedì conferenza stampa inquirenti
Domani a mezzogiorno, presso la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Roma, si terrà una conferenza stampa nel corso della quale saranno resi noti i dettagli circa le indagini sull’omicidio del Vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Roma, facente funzioni, Michele Giarritta Prestipino.