Choc a Trieste, sparatoria in Questura, uccisi due poliziotti

A sparare sarebbe stata una persona che fermata dopo una rapina sarebbe riuscito a sottrarre un'arma a un agente.

Carlomagno Faro istituzionale

Tragica sparatoria nel pomeriggio presso la Questura di Trieste. Due agenti di Polizia sono stati dapprima gravemente feriti, poi sono deceduti per le gravissime ferite riportate. A sparare, secondo le prime informazioni, sarebbe stata una persona che, portato in questura dopo una rapina avvenuta qualche ora prima, sarebbe riuscito a sottrarre l’arma di ordinanza a un agente e ha fatto fuoco. Nella sparatoria sarebbe rimasto ferito un altro agente.

Altri poliziotti presenti avrebbero risposto al fuoco e ferito il fratello dell’autore insieme a lui in quel momento. L’uomo, che secondo quanto riportato dai media avrebbe anche lui sparato, è stato portato in ospedale con una ambulanza. I due fratelli che hanno sparato contro gli agenti sono stati fermati. E’ quanto apprende l’Ansa dalla Questura.

I poliziotti uccisi sarebbero stati a bordo di una volante. La sparatoria è avvenuta intorno alle 17. In un primo momento era trapelato che uno degli autori era riuscito a fuggire. Non è ancora chiaro se la sparatoria sia avvenuta all’interno della Questura oppure all’esterno.

I due poliziotti uccisi sono l’agente scelto Pierluigi Rotta e dell’agente Matteo De Menego. Avevano entrambi sui trent’anni. Il ministro Lamorgese si sta recando a Trieste insieme al capo della Polizia Franco Gabrielli. Cordoglio è stato espresso dal capo dello Stato Mattarella.

Il sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, ha dichiarato il lutto cittadino. “Esprimo il mio più sentito cordoglio alla Polizia di Stato per i due agenti rimasti uccisi a Trieste e tutto il mio sdegno per quanto avvenuto. Ai familiari dei due ragazzi che hanno perso la vita, mentre con coraggio e abnegazione svolgevano il loro dovere di tutori della sicurezza e della legalità, giunga tutta la mia vicinanza”, ha fatto sapere il presidente del Senato, Casellati.

La telefonata choc di una poliziotta: “Siamo in ostaggio”

“Siamo in ostaggio, dentro la questura di Trieste perché sono stati arrestati due, forse domenicani, non lo so, io li ho visti entrare, e un secondo dopo quando ho aperto il portone di ingresso, ho sentito degli spari”. Così una poliziotta racconta i concitati momenti della sparatoria alla Questura di Trieste nella quale due agenti sono rimasti uccisi ed un terzo ferito. “Praticamente dentro l’ufficio volanti, hanno preso una o due pistole ai colleghi che li hanno arrestati, e hanno cominciato a sparare”.

L’altra telefonata: “Sono morti”

In un’altra drammatica telefonata, i cui audio sono pubblicati da Adnkronos, si sente un agente in centrale che aggiorna i colleghi sui drammatici sviluppi della sparatoria: “Ho parlato adesso con i colleghi della Mobile, hanno smesso di fare il massaggio cardiaco ai colleghi nell’atrio. Hanno smesso perché sono morti tutti e due. Agente scelto e agente, non superavano i trent’anni”.

Fermati i due autori. Si tratterebbe di due rapinatori, due fratelli. Secondo le prime ricostruzioni, due uomini erano stati portati in questura sugli sviluppi di un’indagine per rapina. Uno dei due ha chiesto di poter andare in bagno e ha aggredito un agente sottraendogli l’arma di ordinanza e aprendo il fuoco.

La nota della Questura di Trieste: Hanno tentato la fuga ma sono stati bloccati

I due fratelli autori della sparatoria erano stati accompagnati in Questura da personale delle Volanti dopo “un’attività di ricerca del responsabile della rapina di uno scooter avvenuta nelle prime ore del mattino”. “Per motivi in fase di accertamento -si legge in una nota della Questura di Trieste- uno dei due ha distolto l’attenzione degli agenti ed ha esploso a bruciapelo più colpi verso di loro. Entrambi hanno tentato di fuggire dalla Questura, ma sono stati fermati”.