Poliziotti uccisi, il killer dominicano aggredisce agenti in carcere

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Alejandro Augusto Stephan Meran

Alejandro Augusto Stephan Meran, il 29enne di origini dominicane accusato di aver ucciso gli agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego nella sparatoria avvenuta in Questura a Trieste lo scorso 4 ottobre, avrebbe dato in escandescenze in carcere mentre si trovava nei pressi delle docce, brandendo anche bastoni e minacciando gli agenti della Polizia penitenziaria che sarebbero intervenuti per calmarlo.

Uno di loro avrebbe riportato contusioni. Una segnalazione dell’accaduto è pervenuta alla Procura. Secondo una prima ricostruzione fornita dal Tg Rai Friuli Venezia Giulia, ieri Meran avrebbe anche tentato di scagliare una lavatrice contro gli agenti. L’uomo è stato bloccato e immobilizzato. L’agente che ha riportato ferite è stato medicato al pronto soccorso.

A riferire dei momenti di “terrore”, sono alcuni operatori citati dal Messaggero. Scene di follia – spiegano – con Alejandro che agitando bastoni minacciava gli agenti intervenuti per calmarlo, fino a ferirne due lievemente. Tanto che una segnalazione dell’accaduto è pervenuta alla Procura. Dopo aver chiesto di potersi lavare ed essere uscito dalla cella dirigendosi verso la doccia, Alejandro è tornato indietro urlando “voglio uscire”.

NON VI AVVICINATE O VI COLPISCO
Poi la sua rabbia si è trasformata in una reazione violenta e di forza. Prima l’uomo ha trascinato la lavatrice del reparto, cercando di scagliarla contro gli agenti della penitenziaria, per poi rincorrerli brandendo due bastoni di legno, ricavati rompendo una scopa. “Non vi avvicinate o vi colpisco”. Una volta messi in sicurezza con scudi, caschi e manganelli, la polizia, con l’aiuto di un agente che conosceva la lingua spagnola, ha avviato una prima trattativa con l’uomo per farlo desistere.