29 Febbraio 2024

Omicidio a Sassari, il presunto killer: “Non volevo ucciderla”

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Omicidi a Sorso
Ansa

“Non la volevo uccidere, sono molto dispiaciuto, chiedo scusa alla famiglia e alle due gemelline, che ho sempre trattato come delle figlie”. È la dichiarazione spontanea fatta da Francesco Baingio Douglas Fadda al gip di Sassari, Michele Contini, durante l’interrogatorio di garanzia cui è stato sottoposto oggi e riferita alla stampa in terza persona dal suo difensore, l’avvocato Lorenzo Galisai, su mandato del suo assistito.

Fadda, 45 anni, di Sassari, è accusato dell’omicidio di Zdenka Krejcikova, la 41enne ceca che viveva a Sorso (Sassari) da alcuni anni e che lui ha accoltellato nel bar in cui lei aveva cercato riparo dopo che sarebbe stata percossa dall’uomo con pugni al volto e calci alla schiena all’interno del suo appartamento, in via Tiziano. Secondo quanto appreso, di fronte ai pm Paolo Piras e Maurizio Musco, l’accoltellatore ha spiegato che non l’ha portata al pronto soccorso di Sassari per paura di essere arrestato, ma di aver puntato verso la guardia medica di Ossi.

L’omicidio è stato commesso al British Cafè di via Tiziano, a Sorso, il paese in cui la donna viveva da tempo insieme alle due figlie gemelle di 11 anni. Alcuni testimoni hanno riferito di una sola coltellata, un colpo secco inferto allo sterno da Fadda prima di caricare Zdenka e le sue bambine in auto e tentare la fuga. La versione è stata poi confermata dall’esame autoptico.

Il presunto assassino è assistito dall’avvocato Lorenzo Galisai. Ai carabinieri e al pm che lo hanno interrogato a lungo dopo il fermo, l’uomo l’altro giorno si è difeso dicendo che è stata la sua ex ad aggredirlo con un coltello e di essere rimasto lui stesso ferito alle gambe. I tagli sono stati comparati con l’arma usata per uccidere la 41enne: l’obiettivo è quello di capire se le ferite siano compatibili con la ricostruzione di Fadda.

Non è escluso, infatti, che le lesioni siano riconducibili all’incidente avuto dall’uomo il giorno prima dell’omicidio. Nel frattempo, dal quotidiano La Nuova Sardegna si apprende che la vittima aveva difeso e perdonato il suo ex davanti al giudice di Sassari in occasione di un’udienza del processo per maltrattamenti sulla donna. E’ successo la mattina del 14 febbraio, 24 ore prima del delitto. La comunità di Sorso è ancora sotto choc. Il Comune, la scuola frequentata dalle due gemelle e la parrocchia di San Pantaleo hanno deciso per mercoledì 19, alle 18.30, di dedicare alla donna uccisa una messa di suffragio e una fiaccolata.


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