17 persone contagiate tra Lombardia e Veneto: Scuole e uffici chiusi. E’ panico


Cinesi in partenza a Fiumicino (Archvio/Ansa)

In ventiquattro ore sono saliti a 17 i contagiati da coronavirus in Italia, 15 sono in Lombardia, nel lodigiano, e due in Veneto. E’ questo il bilancio del tutto provvisorio sulla diffusione del Covid-19. Tra le persone ammalate ci sono operatori sanitari e alcuni pazienti. Le condizioni di alcuni di loro “sono molto serie”, ha fatto sapere il governatore lombardo Attilio Fontana.

Si fa dunque molto critica la situazione generale che vede il governo costretto ad adottare la quarantena obbligatoria per chi ha i sintomi. Si teme un contagio diffuso. L’Italia con 17 casi supera la Germania, è diventa capofila per contagi in Europa. La Francia è a 12 casi, il Regno unito 9, mentre gli Stati Uniti hanno 15 casi confermati, secondo l’Oms.

Luca Zaia preuccupato – “Per noi le analisi sono positive, stiamo aspettando la conferma dallo Spallanzani, ho parlato più volte con Borrelli oggi pomeriggio, sono due cittadini di Vo’ Euganeo, uno del ’42 e uno del ’53, uno in condizioni critiche in terapia intensiva”. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia in conferenza stampa.

“Siamo preoccupati, ho parlato col sindaco di Vo’ Euganeo per adottare tutte le misure: chiusura delle scuole, degli esercizi commerciali, cercando di ricostruire tutte le attività sociali e i contatti che queste persone hanno avuto per capire qual è il livello di cordone sanitario da mettere in atto”.

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“Non bisogna diffondere il panico, ma la prima regola è l’isolamento – ha aggiunto Zaia – Queste due persone hanno avuto dei contatti in loco, non sono andate in Cina, non sono il classico caso sospetto. Venivano dall’ospedale di Schiavonia e sono ricoverati in Azienda ospedaliera a Padova con tutte le procedure previste dalla task force. Stiamo lavorando anche sul fronte dell’eventuale necessità di una struttura dedicata a eventuali contagiati, perché non sappiamo qual è l’entità del contagio. La procedura andrà a pescare tutte le persone che hanno avuto un contatto, i cittadini sono stati curati per normali patologie, sono state applicate tutte le direttive dell’Oms, si tratterà di capire che tipo di contatto hanno avuto”.

I contagiati a Lodi – Restano gravi le condizioni dell’uomo di 38 anni, dipendente della Unilever di Lodi. L’uomo, tutt’ora in prognosi riservata, ieri sera si è presentato spontaneamente al Pronto soccorso ed è venuto in contatto con medici e paramedici del nosocomio. Quasi tutto l’ospedale è in quarantena, una sessantina di soggetti tra sanitari, e altre persone con cui il paziente è venuto a contatto.

L’uomo, nelle settimane scorse, sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina, un dipendente della Mae di Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino. Positivi anche la moglie del 38enne, un’insegnante incinta e un’altra persona che avrebbe avuto contatti con il 38enne, per aver fatto sport con lui. Quest’ultimo si sarebbe presentata spontaneamente in ospedale con sintomi di polmonite.

E’ caos. Le notizie – va detto – sono comunque frammentarie e fornite con una certa concitazione, elemento che potrebbe portare a qualche inesattezza nelle ricostruzioni, ma l’emergenza tuttavia c’è ed è anche grave. 

Altre tre persone sono ricoverate con quadro clinico di polmonite all’ospedale di Codogno. Il collega rientrato dalla Cina è stato accompagnato all’ospedale Sacco di Milano dove si trova in isolamento ed è risultato negativo ad un primo test per il coronavirus.

Oltre al 38enne e a sua moglie, sarebbero 3 clienti di un bar di Codogno e il figlio del titolare dell’esercizio gli altri quattro positivi al Coronavirus. Secondo quanto apprende l’Ansa il figlio del titolare aveva giocato a calcetto con il 38enne, mentre gli altri tre sono solo clienti del bar e non sarebbero mai entrati in contatto diretto con lui. Inoltre, il medico di base del 38enne è ricoverato in ospedale con la polmonite: a quanto si apprende, il dottore sarebbe ricoverato a Milano.

Scuole chiuse in alcuni centri in provincia di Lodi – Il sindaco di Codogno ha disposto per il pomeriggio di oggi e per la giornata di domani la chiusura delle scuole e, “almeno fino a domenica”, di tutti “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico” come discoteche, sale da ballo, sale giochi e impianti sportivi. A Castiglione d’Adda, dove risiedono i genitori dell’uomo contagiato dal coronavirus, sono stati sospesi i festeggiamenti per il carnevale e gli eventi sportivi ed è allo studio la chiusura delle scuole. Anche a Lodi si pensa alla chiusura delle scuole. Il vicesindaco di Casalpusterlengo ha disposto la chiusura delle scuole e dei nidi.

“La cabina di regia ha deciso con gli amministratori un’ordinanza con misure precise per l’area in cui si muovono le persone individuate oggi come positive e relativa a 10 comuni: Codogno, Castiglione, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini e San Fiorano”. Lo fa sapere il coordinamento nazionale.

Il ministro Speranza: “Sospendere attività commerciali. Meglio il telelavoro”.
“Stiamo lavorando a un’ordinanza a doppia firma del ministero della Salute Regione Lombardia, con la condivisione totale del commissario Angelo Borrelli” che prevede “la sospensione delle attività commerciali, escluse quelle di pubblica utilità, delle attività lavorative nelle aziende, favorendo il telelavoro, la sospensione della attività ludiche e di quelle educative dell’infanzia”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la conferenza stampa in corso in Regione Lombardia.

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