Mafia, svolta in indagini su 23 omicidi. Ventitré arresti in Sicilia

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

blitz elicotteroI Carabinieri del Ros hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 23 persone ritenute vicine alla famiglia Santapaola Ercolano, emessa dal Gip Distrettuale di Catania, su richiesta della procura etnea.

Il provvedimento è scaturito da articolata attività d’indagine che ha fatto luce su 23 omicidi (tra cui un triplice omicidio, due duplici omicidi e 3 casi di lupara bianca), commessi dalla fine degli anni ’80 al 2007.

Tra gli episodi contestati vi è il duplice omicidio di Angelo Santapaola e di Nicola Sedici, commesso il 26 settembre 2007 e per il quale ad oggi vi è sentenza definitiva solo nei confronti di Vincenzo Maria Aiello, indicato come ex rappresentante provinciale della famiglia.

I soggetti colpiti da provvedimento sono:
Alfio Adornetto, classe 1971; Santo Battaglia, (cl. ’61); Filippo Branciforte, (’64); Enrico Caruso, (’55); Giovanni Cavallaro, (’72); Giuseppe Cocuzza, (’63),; Nunzio Cocuzza, (’66); Orazio Benedetto Cocimano, (’64); Francesco Di Grazia (’66); Aldo Ercolano, (’60); Natale Salvatore Fascetto (’70); Natale Ivan Filloramo, (’74); Francesco Maccarrone (’61); Angelo Marcello Magrì, (’70); Orazio Magrì, (’71); Sebastiano Nardo, (’48); Cesare Natale Patti, (’58); Aurelio Quattroluni, (’60); Vincenzo Santapaola (fu Salvatore), (’56); Vincenzo Salvatore Santapaola (di Benedetto), (’69); Giuseppe Squillaci, (’46); Nicolò Roberto Natale Squillaci, (’70). Tutti i soggetti citati sono detenuti per altra causa. Infine Nunzio Zuccaro, classe 1962.

Le vicende omicidiarie oggetto del provvedimento cautelare sono le seguenti:

  • A) omicidio di SANTAPAOLA Angelo e SEDICI Nicola, commessi in Catania il 26.9.2007: sono chiamati a risponderne SANTAPAOLA Vincenzo Salvatore, MAGRÌ Orazio e FILLORAMO Natale Ivan. Il fatto è stato oggetto di giudizio nell’ambito del procedimento c.d. Iblis, limitatamente alle posizioni di AIELLO Vincenzo Maria e DI BENNARDO Salvatore, il primo direttamente coinvolto nella vicenda omicidiaria e condannato in via definitiva all’ergastolo ed il secondo responsabile di favoreggiamento personale. Nell’ambito del presente procedimento, invece, sono stati acquisiti elementi certi sulla riconducibilità del delitto in capo a SANTAPAOLA Vincenzo Salvatore, figlio di Nitto, in quel periodo a capo della famiglia (preoccupato dall’ingombrante presenza di SANTAPAOLA Angelo, della sua autonoma operatività e dei rapporti diretti e privilegiati con cosa nostra palermitana), e nei confronti di MAGRì Orazio, quale esecutore materiale del duplice delitto e di FILLORAMO Natale quale coautore;
  • B) omicidio di PISTONE Roberto, commesso in Catania l’8.5.1992: sono chiamati a risponderne QUATTROLUNI Aurelio e DI GRAZIA Francesco. L’omicidio va ascritto al conflitto tra i MAZZEI, intesi carcagnusi, e i d.cursoti. In detta vicenda, i SANTAPAOLA – ERCOLANO agirono nell’interesse dei primi, essendo PISTONE un cursoto;
  • C) omicidio di TOMASELLI Santo Nunzio, commesso in Catania il 2.3.1992: sono chiamati a risponderne FASCETTO Natale Salvatore, MACCARRONE Francesco e BRANCIFORTE Filippo. La vittima era affiliata ai cursoti e l’omicidio va ascritto al conflitto tra questi ultimi ed i MAZZEI, intesi carcagnusi, con i primi appoggiati dai SANTAPAOLA – ERCOLANO;
  • D) omicidio di VILLA Sebastiano, commesso in Catania il 12.2.1992: sono chiamati a risponderne MACCARRONE Francesco e BRANCIFORTE Filippo.Non sono emerse le ragioni dei contrasti tra la vittima e BRANCIFORTE Filippo, che volle l’omicidio;
  • E) omicidio di BONANNO Carmelo, commesso in Catania il 30.12.1991: sono chiamati a risponderne SQUILLACI Giuseppe e MACCARRONE Francesco. La vittima, appartenente ai cursoti,aveva frizioni con i fratelli MACCARRONE i quali ne chiesero l’omicidio che, dunque, passò per fatto ascrivibile allo scontro in atto tra i cursoti ed i MAZZEI, benché maturato in ambiti privati;
  • F) omicidio di LA SPINA Rosario, commesso in Ragalna il 23.6.1992: sono chiamati a risponderne SQUILLACI Giuseppe e BATTAGLIA Santo. Trattasi di caso di c.d. lupara bianca. L’omicidio fu voluto da BATTAGLIA che riteneva la vittima inaffidabile, sospettandola di essere autore di confidenze alle FF.PP.;
  • G) omicidio di LO MORO Francesco, di anni 20, commesso in Motta Sant’Anastasia il 7.6.1994: è chiamato a risponderne DI GRAZIA Francesco. Le ragioni dell’omicidio vanno ricercate nel fatto che la vittima era considerata responsabile di una rapina ad un distributore dell’uomo d’onore D’AGATA Marcello. Peraltro suo padre era ritenuto affiliato al clan CAPPELLO, assetto in contrasto con la famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO;
  • H) omicidio di BERTOLO Angelo, commesso in Catania l’1.7.1994: sono chiamati a risponderne COCUZZA Nunzio e ZUCCARO Nunzio. L’omicidio ha una duplice causale: il fratello della vittima aveva avuto una lite con DI GIACOMO Giuseppe, reggente del clan LAUDANI, ed era ritenuto legato al clan CAPPELLO che la vittima, dal canto suo, aveva pubblicamente indicato come più importante della famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO;
  • I) omicidio di MAUGERI Antonio, commesso in Belpasso il 19.9.1996: è chiamato a risponderne MAGRÌ Angelo Marcello. La vittima, forte del rapporto con il gruppo dei c.d. Tuppidi Misterbianco, era in disaccordo con gli SQUILLACI di Piano Tavola,a richiestadei qualiMAGRÌ consumò materialmente il delitto;
  • J) omicidio di CATALANO Cirino, MOTTA Salvatore e SAMBASILE Salvatore, commesso in Lentini il 10.4.1991: sono chiamati a risponderne SQUILLACI Giuseppe, MACCARRONE Francesco, COCUZZA Nunzio e NARDO Sebastiano. Si tratta di delitto commesso nell’interesse ed a richiesta del gruppo NARDO di Lentini. MOTTA, però, risultò estraneo agli assetti mafiosi e, dunque, rimase accidentalmente vittima del delitto;
  • K) omicidio di CIRINCIONE Nicola, commesso in Camporotondo Etneo il 4.10.1990: sono chiamati a risponderne ERCOLANO Aldo, SQUILLACI Giuseppe, DI GRAZIA Francesco, CARUSO Enrico e MACCARRONE Francesco. La vittima apparteneva alla famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO e venne uccisa perché ritenuta inaffidabile in quanto tossicodipendente;
  • L) omicidio di MONTAURO Salvatore, in Belpasso il 10.7.1991: è chiamato a risponderne DI GRAZIA Francesco. È un caso di c.d. lupara bianca ascrivibile al timore che la vittima, vicino ai CAPPELLO, potesse compiere omicidi in pregiudizio dei SANTAPAOLA;
  • M) omicidio di PARATORE Antonino, commesso in Catania il 24.5.1991: sono chiamati a risponderne SQUILLACI Giuseppe e MACCARRONE Francesco. PARATORE, affiliato alla famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO, venne ucciso perché accusato di trattene per sé i proventi delle attività estorsive e di gestire in modo autonomo il traffico di stupefacenti;
  • N) omicidio di TOMASELLI Giovanni, commesso in Catania il 24.5.1995: sono chiamati a risponderne COCUZZA Giuseppe e PATTI Cesare Natale.La vittima, affiliata al clan CAPPELLO, aveva ostacolato l’attività estorsiva dei SANTAPAOLA – ERCOLANO;
  • O) omicidio di ZAMMATARO Agatino, commesso in Catania il 20.11.1996: sono chiamati a rispondere BRANCIFORTE Filippo, MAGRÌ Angelo Marcello e CAVALLARO Giovanni. ZAMMATARO Agatino, suocero di MAGRÌ, venne ucciso per volontà di quest’ultimo e per dissidi di carattere familiare;
  • P) omicidio di CALABRESE Salvatore e PRESTIFILIPPO CIRIMBOLO Gabriele, commesso in Catania il 3.12.1992: sono chiamati a risponderne BRANCIFORTE Filippo e FASCETTO Natale Salvatore. L’omicidio venne eseguito a richiesta delle famiglie mafiose dell’ennese che mal sopportavano l’autonomia criminale dei due giovani
  • Q) omicidio di BONANNO Vito, commesso in Catania il 19.10.1995: sono chiamati a risponderne SANTAPAOLAVincenzo (nipote di Nitto) e COCIMANO Orazio Benedetto.L’omicidio avvenne nell’ambito dello scontro tra la famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO ed elementi del disciolto clan del malpassoto, con la prima decisa ad eliminare coloro che non ne riconoscevano la supremazia;
  • R) omicidio di GRASSO Pietro, commesso in Belpasso il 22.7.1989: sono chiamati a risponderne SQUILLACI Nicolò Roberto Natale e MACCARRONE Francesco. La vittima apparteneva al clan dei c.d. Tuppi di Misterbianco e l’omicidio si inquadra nei contrasti tra detta associazione mafiosa ed il clan retto, all’epoca, da PULVIRENTI Giuseppe, inteso u malpassoto.
  • S) omicidio di TORRE Giuseppe, di anni venti, commesso in Misterbianco il 16.2.1992: è chiamato a risponderne ADORNETTO Alfio. L’omicidio avvenne ad opera del clan del malpassoto perché tramite il ragazzo, figlio della compagna di Gaetano NICOTRA del clan dei c.d. Tuppi di Misterbianco, contrapposto al primo, si voleva rintracciare il NICOTRA che si era reso irreperibile ed ucciderlo. Il ragazzo che non era a conoscenza di alcuna informazione utile fu interrogato, torturato ed ucciso per poi bruciare il cadavere con il metodo dei “copertoni”);
  • T) omicidio di ABATE Luigi, commesso in Catania il 2.1.1992: sono chiamati a risponderne QUATTROLUNI Aurelio e DI GRAZIA Francesco. La vittima era ritenuta responsabile di furti di mezzi d’opera in relazione ai quali cosa nostra fu richiesta di intervenire;
  • U) omicidio di FURNÒ Antonio, commesso in Valcorrente il 13.9.1990: sono chiamati a risponderne ERCOLANO Aldo e DI GRAZIA Francesco. Trattasi di un caso di c.d. lupara bianca verificatosi perché la vittima fu ritenuta responsabile di una rapina in danno di un supermercato di ERCOLANO Aldo;
  • V) omicidio di LA ROSA Domenico, commesso in Catania il 24.9.1992: è chiamato a risponderne ERCOLANO La vittima era specializzata in rapine e, nel corso di una di esse, perpetrata nel 1983, venne ucciso il fratello di ARCIDIACONO Francesco, inteso u salaru, che pertanto chiese ed ottenne vendetta;
  • W) omicidio di COLOMBRITA Maurizio, commesso in Catania il 28.1.1991: è chiamato a risponderne ERCOLANO La vittima era estranea ai contesti mafiosi e fu uccisa per errore in luogo del fratello, destinatario dell’attentato perché appartenente al clan CAPPELLO.

 

 

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