Coronavirus, studio cinese: “Vittime per lo più anziane. Nessun bambino morto in Cina”


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Sono prevalentemente anziane le vittime per il covid-19 in Cina. Tra decina di migliaia di contagiati e oltre 2500 morti, circa l’80,9% dei casi di contagi da coronavirus è stato giudicato lievemente infetto, il 13,8% era grave, mentre critico il 4,7%. Lo hanno scritto qualche giorno fa i media cinesi, tra cui anche la Bbc-Cina, riportando uno studio fornito dalle autorità sanitarie.

Il tasso di mortalità più elevato viene registrato tra i pazienti con più di 80 anni, che in percentuale sono circa il 14,8%. Non ci sono decessi tra i bambini di età inferiore ai 9 anni; il tasso di mortalità per le persone di età inferiore ai 39 anni è ancora basso, solo dello 0,2%.

Il tasso di mortalità per le persone dai 40 ai 50 anni è dello 0,4%, quello per le persone dai 50 ai 60 anni è dell’1,3%, mentre il tasso per le persone dai 60 ai 70 anni è del 3,6%.

Il tasso di mortalità per gli over 70 è dell’8%. L’impennata, stando ai dati diffusi, è quindi negli ultraottantenni. Gli uomini (2,8%) hanno un tasso di mortalità più elevato rispetto alle donne (1,7%).

Determinare quali malattie esistenti mettono a rischio i pazienti con polmonite: lo studio ha scoperto che le malattie cardiovascolari sono arrivate per prime, seguite da diabete, malattie respiratorie croniche e ipertensione.


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