Fornitura di camici assegnata al cognato, indagato Fontana


Per ricevere gli aggiornamenti metti "Mi piace" sulla nuova pagina Fb
Il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana (Ansa)

Una fornitura di camici durante l’emergenza covid ha messo nei guai il governatore della Lombardia Attilio Fontana, che risulta indagato per frode nelle pubbliche forniture dalla procura di Milano perché, secondo quanto ipotizzato, si sarebbe rivolto alla società del cognato per avere gli indumenti destinati a medici e infermieri.

Una fornitura, ricostruiscono i giornali, poi trasformata in donazione da parte dell’azienda Dama spa, di proprietà di Andrea Dini, appunto cognato di Fontana. Il presidente lombardo si difende: “Fango per screditare me e la Regione Lombardia”.

Intanto, la procura di Milano starebbe effettuando verifiche sui conti svizzeri del presidente Attilio Fontana. Secondo quanto anticipato da alcuni quotidiani, e confermato all’Ansa, si tratta di soldi “scudati” nel 2015 provenienti da due trust aperti dieci anni prima alle Bahamas dalla madre ed ereditati alla sua morte dal futuro governatore. Risorse dichiarate, su cui ora i magistrati effettueranno gli accertamenti del caso, dal momento che l’indagine sui camici è scattata proprio da un bonifico del presidente al cognato da 250mila euro.

“Nelle dichiarazioni richieste dalle norme sulla trasparenza sono riportati nel dettaglio i miei patrimoni, non vi è nulla di nascosto e non vi è nulla su cui basare falsi scoop mediatici”, ha sostenuto Fontana, che intende intervenire sul caso in Consiglio regionale, forse già nella seduta di domani o in quella di martedì convocate per discutere di bilancio.

Per ricevere gli aggiornamenti metti "Mi piace" sulla nuova pagina Fb