Terrorismo: arrestata in Siria Alice Brignoli, italiana convertita alla Jihad

E' la moglie di Mohamed Koraichi, combattente italo-marocchino per lo Stato islamico. Riportati in Italia i figli, anche loro indottrinati

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I Carabinieri del ROS hanno arrestato Alice Brignoli, cittadina italiana, con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale. L’ordinanza è stata emessa dal gip su richiesta della Sezione Distrettuale Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Milano. L’operazione è chiamata in codice “Match”.

In particolare, una squadra di investigatori del ROS si è recata in territorio siriano dove ha dapprima localizzato la donna e successivamente individuato i figli minori, riuscendo a rimpatriare in Italia l’intera famiglia.

Le indagini, condotte anche attraverso la collaborazione con le forze di polizia di Olanda e Bulgaria, hanno consentito di accertare che, nel febbraio del 2015, Brignoli, unitamente al marito Mohamed Koraichi, cittadino italiano di origine marocchina, e ai loro tre figli minori di allora 6, 4 e 2 anni, si erano allontanati dalla propria residenza in Provincia di Lecco per raggiungere i territori occupati dall’autoproclamato “Stato Islamico” a bordo della loro autovettura, attraversando l’Ungheria, la Bulgaria e la Turchia.

In particolare, Koraichi, una volta giunto in Siria, dopo aver frequentato specifici corsi di addestramento, ha preso parte alle operazioni “militari” del Califfato, anche rendendosi disponibile al martirio.

Secondo  la Dda milanese, a conferma del ruolo rivestito all’interno dell’organizzazione terroristica, era in grado di intercedere affinchè lo Stato Islamico formalizzasse la così detta “tazkia”, ossia l’autorizzazione a raggiungere i territori dello Stato Islamico, in favore di Abderrahim Moutarrik e a Abderrahame Khachia.

In altre parole, svolgeva nei confronti di questi ultimi un’efficace opera di radicalizzazione e di arruolamento, determinandoli anche a condurre  azioni terroristiche in territorio italiano.

I predetti, proprio in forza di tali condotte, erano stati destinatari della medesima misura cautelare, emessa anche nei confronti di Wafa Koraichi e Salma Bencharki, cui è stata data esecuzione il 28 aprile 2016.

L’attività investigativa ha inoltre consentito di accertare come Alice Brignoli, alias “Aisha” abbia contribuito a consolidare nei propri figli la scelta di vita radicale connessa con l’abbandono dell’Occidente alla volta dei territori regolati dalla sharia, abbracciando così la causa del jihadismo globale.

In ultimo, la costante attività di monitoraggio posta in essere dal ROS ha consentito di localizzare la donna, la quale, dopo la sconfitta del Califfato e la disgregazione del suo territorio, era stata catturata dalle forze curde e dislocata presso il campo profughi di Al-Hol, unitamente ai figli minori.

“E’ una bellissima storia italiana, che evidenzia anche le grandi capacità delle forze dell’ordine italiane e la forza della cooperazione internazionale”. Così il capo del pool antiterrorismo milanese, il pm Alberto Nobili, parla con l’Ansa della vicenda di Alice Brignoli.

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