La Procura di Roma apre un’inchiesta sulle Mascherine importate dalla Cina

A darne notizia è "La Verità". Si tratta, secondo il quotidiano, di una partita di dispositivi per un valore di oltre 1.2 miliardi importati dal gigante asiatico per volontà del commissario Arcuri. "72 milioni pagati in commissioni". I pm vogliono vederci chiaro

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La Procura di Roma ha aperto una inchiesta per approfondire aspetti e contorni di una grossa partita di mascherine importate dalla Cina dal valore di oltre 1,2 miliardi di euro.

A scriverlo è il quotidiano ‘La Verità’ che stamane dà la notizia in apertura col titolo “Mascherine di Arcuri: indagano i pm”.

La vicenda, scrive il quotidiano diretto da Belpietro, si riferisce ai “dispositivi importati” dalla Cina “su richiesta del commissario” Domenico Arcuri “per i quali sono state pagate commissioni fantasmagoriche da 72 milioni di euro”. Al momento non ci sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati.

Secondo il giornale “l’importazione dalla Cina, affidata dal commissario a un giornalista Rai in aspettativa, è costata la bellezza di 72 milioni di euro” in presunte commissioni.

Il totale delle mascherine importate dal gigante asiatico ammonterebbe a oltre 800 milioni, per un importo complessivo di 1.251.500.000 euro. Le provvigioni pagate per l’intermediazione sarebbero 72 milioni, pari al 5,75% della somma totale.

Il procuratore capo di Roma Giuseppe Prestipino, citato dal quotidiano, avrebbe affermato che sulla questione “siamo al lavoro da tempo” e che si tratta di “una indagine importante”. A coordinare le indagini è il pm Paolo Ielo.

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