Orrore in Toscana, trovati resti umani fatti a pezzi e chiusi in valigia

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Un altro corpo, questa volta di una donna, è stato ritrovato all’interno di una valigia tra l’erbacce di un terreno a ridosso del carcere fiorentino di Sollicciano, a poca distanza da dove nei giorni scorsi, nel giro di 24 ore, erano state recuperate due valige contenenti il corpo fatto a pezzi di un uomo, non ancora identificato. Sono così tre le valigie che sono state rinvenute nella stessa zona: nella prima si è imbattuto casualmente un pensionato, contadino per passatempo, mentre stava tagliando i rovi il 10 dicembre; la seconda è stata rinvenuta il giorno successivo, 11 dicembre, durante il sopralluogo dei carabinieri.

La terza valigia è stata individuata oggi pomeriggio nel corso di un nuovo sopralluogo da parte dei carabinieri del nucleo investigativo di Firenze lungo la superstrada Fi-Pi-Li. Sul misterioso e macabro caso indaga già per omicidio la Procura diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo. Domani si terrà un nuovo sopralluogo dei carabinieri con l’ausilio di un’unità cinofila specializzata nella ricerca dei cadaveri del nucleo cinofili dell’Arma di Bologna.

Dalla prima ispezione effettuata dal medico legale questa sera all’interno della terza valigia i resti umani appartengono ad una donna e quindi sono due i cadaveri fatti a pezzi in tre trolley. Il cadavere femminile sarà sottoposto nelle prossime ore all’autopsia. Anche in questo caso, come nei due precedenti, è stato trovato solo un busto saponificato. Gli investigatori dell’Arma stimano che la morte delle due persone messe nelle valigie è da collocare tra due anni e sei mesi fa.

La prima vittima non è stata ancora identificata. L’autopsia svolta lo scoro fine settimana ha accertato che si tratta di un uomo adulto, di età matura, di carnagione chiara. L’uomo con un tatuaggio su un avambraccio è stato ucciso con una coltellata alla gola: questo è emerso dall’autopsia eseguita sabato scorso all’Istituto di medicina legale di Firenze dal medico legale Stefano Pierotti con il maggiore dei carabinieri Alessandro Coli, esperto del Ris. Nelle prossime settimane si conoscerà il risultato del test del Dna. Nel frattempo, gli investigatori dell’Arma stanno cercando di dare un nome al cadavere.

Le indagini sul giallo dell’orrore sono condotte dagli investigatori del nucleo investigativo dell’Arma fiorentina, coordinati dal pubblico ministero Ornella Galeotti.

Avanza, intanto, l’ipotesi che le valigie siano state gettate dalla superstrada, oltre la barriere fonoassorbente alta circa un metro e mezzo, che delimita la carreggiate. Le valigie notevolmente usurate e infangate sarebbero state nel campo da almeno un anno. Il pensionato di 74 anni che ha trovato la prima valigia, ha raccontato che coltivava l’orto sociale ma da un paio di anni non aveva tagliato le erbacce dove poi ha fatto l’orribile scoperta.

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