Inchiesta a Ragusa: la Mare Jonio pagata per trasbordare i migranti


Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione alle norme del Codice della navigazione. Sono le accuse ipotizzate dalla procura della Repubblica di Ragusa alla società proprietaria ed armatrice del rimorchiatore Mare Jonio e di quattro persone tra soci, dipendenti o amministratori, «di fatto o di diritto», sia della nave sia della Ong italiana Mediterranea Saving Humans che la gestisce.

I fatti risalgono al settembre dello scorso anno, quando per 37 giorni la nave mercantile Etienne della società danese Maersk attese inutilmente di poter sbarcare un gruppo di 27 migranti che aveva preso a bordo durante la navigazione nel Mediterraneo centrale, nell’area Sar di competenza di Malta.

I migranti furono poi trasferiti sulla Mare Jonio che poco dopo ottenne a Pozzallo il «Pos», il porto sicuro, dalle autorità italiane dopo che a bordo fu dichiarata l’emergenza sanitaria. Ora, la procura di Ragusa ritiene che per quel trasbordo dal mercantile alla nave Ong sia stato pagato un prezzo. Ecco cosa dice la procura in proposito: «Le indagini fin qui svolte, corroborate da intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali, hanno permesso di far emergere che il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della Mare Jonio (senza nessun preventivo raccordo con le autorità maltesi, competenti per l’evento Sar, o con quelle italiane, ed apparentemente giustificato da una situazione emergenziale di natura sanitaria, “documentata” da un report medico stilato dal team di soccorritori imbarcatosi illegittimamente a bordo del rimorchiatore) è stato effettuato solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, accordo in virtù del quale la società armatrice della M/n Mare Jonio ha percepito una ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso».

Stamattina un gruppo interforze composto dalla Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Ragusa, dalla Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Pozzallo e dalla Guardia Costiera di Pozzallo, «ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale e locale e sequestro nei confronti della società proprietaria ed armatrice del rimorchiatore Mare Jonio e di alcuni soggetti, risultanti esserne soci, dipendenti o amministratori, di fatto o di diritto».

Si tratta di personaggi «storici» di Mediterranea saving humans come Luca Casarini, l’armatore sociale della Mare Jonio Beppe Caccia, il regista Alessandro Metz e il comandante della nave Pietro Marrone. Le perquisizioni sono in corso a Trieste, Venezia, Palermo, Bologna, Mazara del Vallo, Augusta, Lapedona in provincia di Fermo e a Montedinove in provincia di Ascoli Piceno. In una dichiarazione all’Ansa, il procuratore di Ragusa Fabio d’Anna ha precisato che non è un’inchiesta sulla gestione delle Ong nei soccorsi in mare ma «soltanto su un episodio in cui sono coinvolte due società commerciali». D’Anna ha pure precisato che nessun componente di Mediterranea saving humans sarebbe indagato.

Lo sbarco dei 27 migranti avvenne il 12 settembre dello scorso anno, il giorno dopo che il gruppo venne trasbordato dalla Maersk Etienne, enorme mercantile battente bandiera danese, che 37 giorni prima li aveva soccorsi in mare su richiesta delle autorità di Malta le quali, però, avevano poi rifiutato di concedere il «Pos».

Le perquisizioni, fa sapere la procura di Ragusa con un comunicato, sono «finalizzate a ricercare e acquisire ogni elemento documentale e/o su supporto elettronico utile a comprovare i rapporti tra gli indagati e tra essi e la società danese armatrice della M/N Maersk Etienne, nonché di eventuali altre società armatoriali».


Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo gentilmente ai nostri lettori un contributo che può permetterci di sopravvivere e continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta. Grazie!


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM