Spionaggio, fermati un capitano della Marina militare e un ufficiale dell’esercito russo

I carabinieri del Ros li hanno sorpresi in un incontro clandestino mentre si scambiavano documenti "classificati". Sono accusati di spionaggio politico-militare e rivelazione di segreto

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I Carabinieri del ROS, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, hanno fermato ieri sera un Ufficiale della Marina Militare e un Ufficiale delle Forze Armate russe di stanza nel nostro Paese.

L’operazione, effettuata nell’ambito di prolungata attività informativa condotta dall’Agenzia informazioni sicurezza interna (Aisi), con il fattivo supporto dello Stato Maggiore della Difesa e della quale è stato investito il Raggruppamento, ha riguardato un Capitano di Fregata della Marina Militare, Walter Biot, e un Ufficiale accreditato presso l’Ambasciata della Federazione russa, entrambi accusati di gravi reati attinenti allo spionaggio e alla sicurezza dello Stato.

L’intervento degli investigatori dell’Arma è avvenuto in occasione di un incontro clandestino tra i due, sorpresi in flagranza immediatamente dopo la cessione di documentazione “classificata” da parte dell’Ufficiale italiano in cambio di una somma di denaro.

All’esito degli accertamenti di rito, l’Ufficiale italiano Walter Biot è stato arrestato e tradotto in carcere (sarà presto interrogato dal giudice), mentre la posizione dell’ufficiale russo è tuttora al vaglio della Procura capitolina in relazione al suo status diplomatico.

Da quanto si apprende, il militare italiano avrebbe venduto documenti riservati che riguardano l’Alleanza atlantica (NATO). Intanto, il ministero degli Esteri ha convocato l’ambasciatore russo in Italia per avere chiarimenti su una vicenda che potrebbe ancora di più inclinare i rapporti bilaterali tra l’Italia e la Russia.

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