24 Febbraio 2024

Qatargate, l’inchiesta si allarga e spunta anche il Marocco

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Nella maxi inchiesta della Procura belga sul Qatargate e sulla presunta corruzione di cui sarebbero stati destinatari Eva Kaili e Antonio Panzeri spunta anche il Marocco nelle carte dell’indagine dei magistrati di Bruxelles. Lo riportano i media belgi in particolare “De Morgan” (quì) e “Le Soir” (quì).

Secondo quanto riportano i media, nelle carte dell’inchiesta non ci sarebbe solo il Qatar, ma anche il Marocco. Come? Sempre attraverso Antonio Panzeri, citano i magistrati.

Secondo alcune foto pubblicate dal Morgan riferite al 2017, l’ex europarlamentare S&D appare insieme a Abderrahim Atmoun, ambasciatore marocchino in Polonia. Accanto a Panzeri e Francesco Giorgi, ex assistente e attuale compagno di Eva Kaili, finita in carcere per corruzione.

Rapporti istituzionali, certo, ma i pm belgi sospettano che anche da Casablanca vi sia stato lo stesso modus operandi registrato con il Qatar, ossia quello di “influenzare” qualche europarlamentare probabilmente al fine di “sponsorizzare” in Ue il paese magrebino.

Scrive il Morgan: “La procura federale comunica solo che l’inchiesta ruota attorno a corruzione e influenzata dal Qatar. Eppure nel mirino dei pm c’è anche il Marocco.

Lo hanno già scritto media internazionali come Politico, ma è scritto nero su bianco anche negli atti giudiziari. “De Morgen” – si legge – ha potuto prendere visione delle richieste di estradizione che venerdì il gip Michel Claise ha inviato in Italia. La figlia 38enne di Panzeri e la moglie 67enne.

Panzeri è sospettato di essere “intervenuto politicamente con parlamentari europei a favore del Qatar e del Marocco, dietro compenso”. Sua moglie Maria Colleoni e sua figlia Silvia Panzeri ne erano a conoscenza secondo questi documenti. In effetti, il tribunale ritiene che sua moglie di tanto in tanto abbia dato ordini a Panzeri su come spendere il denaro, scrive il Morgan.

La moglie di Panzeri aveva cercato i prezzi per una vacanza durante le festività di Natale. “100.000 euro per la vacanza come l’anno scorso”. Secondo le indagini, avrebbe anche detto al marito di aprire un conto in banca in Belgio.

Madre e figlia avrebbero anche partecipato al “trasporto dei regali”. Le intercettazioni telefoniche avrebbero dimostrato come la figlia di Panzeri avrebbe fatto commenti su questi “doni”, che apparentemente le avrebbero giovato. Non è chiaro se si tratti di regali o pagamenti fisici. Secondo quanto riportano i media, proverrebbero dall’ambasciatore marocchino in Polonia, Abderrahim Atmoun.

“Ad esempio, i coniugi Panzeri e C. hanno utilizzato la carta di credito di una terza persona che chiamano il “gigante”. Quel “gigante” è probabilmente l’ambasciatore marocchino, anche se non è detto letteralmente così.

“De Morgen” – fa sapere il giornale online – ha tentato senza successo di raggiungere Abderrahim Atmoun attraverso l’ambasciata marocchina a Varsavia. La sua relazione con Panzeri, che lui chiama il suo “buon amico” su Facebook, risale a molto tempo fa. I due si sono incontrati spesso come copresidenti di un organismo di scambio tra i parlamenti europeo e marocchino.

Nel 2013, Panzeri ha visitato Atmoun in Marocco insieme a Marc Tarabella, l’eurodeputato belga che ora si sta facendo da parte dopo che i pm gli hanno perquisito la sua abitazione privata. Pochi anni dopo, Panzeri è tornato in Marocco con il collaboratore Francesco Giorgi, il compagno italiano dell’eurodeputata greca Eva Kail, ora destituta da vicepresidente dell’Eurocamera.


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