2 Marzo 2024

È morto il giornalista e scrittore Giampaolo Pansa. Da sinistra raccontò i crimini dei partigiani

Aveva 84 anni. Fu autorevole firma delle maggiori testate nazionali. Con il suo libro "Il Sangue dei vinti" era stato criticato dai radical chic e accusato di revisionismo

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Giampaolo Pansa

È morto a Roma Giampaolo Pansa, noto giornalista e scrittore controcorrente e una delle migliori firme dei maggiori quotidiani italiani. Aveva 84 anni.

Pansa fu autore di diversi libri, su tutti “Il sangue dei vinti”, in cui raccontò l’altra “verità” sul Fascismo e sui crimini dei Partigiani che gli costò diverse critiche negli ambienti di sinistra e anche accuse di revisionismo. Lavorò con il Corriere della Sera, Repubblica, l’Espresso, e altre importanti testate.

Autore di numerosi scoop, ricorda l’Ansa, per esempio sullo scandalo Lockeed, ma anche espressioni entrate ella storia come la ‘Balena bianca’, cioè la Democrazia cristiana, o il ‘Bestiario’, titolo di una sua celeberrima rubrica. Piemontese di Casale Monferrato allievo di Alessandro Galante Garrone, Pansa ha esordito nel giornalismo con la Stampa, occupandosi tra l’altro del disastro del Vajont, per passare poi al Giorno, al Messaggero di Roma, al Corriere della Sera (quotidiano con cui era tornato da poco a collaborare), e ancora a Repubblica e all’Espresso con cui ha collaborato dal 1977 al 2008 quando abbandonò polemicamente il Gruppo Espresso, in contrasto con la linea editoriale. Da allora ha scritto per Il Riformista, Libero, Panorama e The Post Internazionale. Una passione per gli anni del fascismo e della Resistenza maturata fin dalla tesi di laurea, Pansa ha firmato innumerevoli romanzi e saggi storici.

Nel 2001 ha pubblicato Le notti dei fuochi, sulla guerra civile italiana combattuta tra il 1919 e il 1922, ma anche I figli dell’Aquila, racconto della storia di un soldato volontario dell’esercito della Repubblica sociale italiana. Ha firmato poi il ciclo dei vinti, libri dedicati alle violenze compiute dai partigiani nei confronti di fascisti durante e dopo la seconda guerra mondiale: Il sangue dei vinti (vincitore del Premio Cimitile 2005), Sconosciuto 1945, La Grande Bugia e I vinti non dimenticano (2010).

Nel 2011 ha firmato Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri, in cui ritrae l’Italia degli umili tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX attraverso la storia dei propri nonni e genitori. E ancora La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti ( 2012) e Sangue, sesso e soldi . Una controstoria d’Italia dal 1946 ad oggi.

Provocatore fino all’ultimo, tra i suoi libri più recenti l’autoritratto intitolato “Quel fascista di Pansa” e poi con un pamphlet su Salvini: “Ritratto irriverente di un seduttore autoritario”.

Pansa è morto a Roma assistito da sua moglie, la scrittrice Adele Grisendi. Nel 2016 aveva perso il figlio Alessandro, ex amministratore delegato di Finmeccanica morto di malattia a 55 anni. Un dolore dal quale non si era mai ripreso.


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