Coronavirus, il decreto sulla chiusura delle scuole non esclude le lezioni a distanza

Carlomagno Jeep Compass Sett. 2020 Per ricevere gli aggiornamenti metti "Mi piace" sulla nuova pagina Fb

La chiusura delle scuole non esclude le lezioni a distanza. Lo prevede il decreto del governo che ieri ha disposto la chiusura in tutto il Paese degli istituti di ogni ordine e grado per l’emergenza coronavirus.

Al comma “G” dell’articolo 1 dello stesso decreto si legge che “i dirigenti scolastici, sentito il collegio dei docenti, attivano, ove possibile e per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

Dunque i docenti si stanno attrezzando per svolgere lezioni a distanza con l’ausilio delle nuove tecnologie. I programmi più diffusi e funzionali allo scopo sono su tutti Skype e WhatApp, ma anche altre piattaforme specifiche come i registri elettronici presenti in molti istituti dove si condividono materiali didattici e molto altro.

Ci sono altre app molto blasonate nel mondo come le cinesi WeChat oppure QQ, la prima è un app sia per sistemi Android e Apple, la seconda è una chat simile. Entrambe vengono largamente usate in Cina, ma non solo, per la didattica a distanza in seguito all’emergenza covid-19.

I prof sono autorizzati dai dirigenti scolastici ad attivare gruppi di classe per comunicare con gli studenti e assegnare loro anche i compiti: Per gli alunni è sufficiente possedere un telefonino/tablet oppure un Pc e una connessione internet.

Sui computer fissi (Pc o Laptop) è possibile installare WhatsApp Web: un programmino molto utile (lo trovate quì) che si installa scannerizzando il codice a barre con il proprio smartphone. Appena scaricato e lanciato seguire le semplici istruzioni.

Per ricevere gli aggiornamenti metti "Mi piace" sulla nuova pagina Fb