Shoah, il tenente polacco Pilecki, l’eroe dimenticato di Auschwitz

Anti nazista e anti comunista, Witold Pilecki si fece arrestare dalla Gestapo per farsi imprigionare ad Auschwitz e salvare ebrei e internati. Dal campo inviò rapporti agli alleati occidentali. Poi nel '48 venne ucciso da Stalin che si prese i meriti della liberazione

Carlomagno campagna novembre 2018
L'ufficiale polacco Witold Pilecki
L’ufficiale polacco Witold Pilecki. A destra l’ingresso del campo di sterminio nazista

C’è un eroe polacco che merita di essere ricordato nel Giorno della Memoria, che come tutti gli anni ricorre il 27 gennaio. Si chiama Witold Pilecki, tenente dell’esercito polacco nato nel 1901, che durante la Seconda guerra mondiale si fece arrestare apposta dai nazisti per infiltrarsi nel campo di concentramento di Auschwitz e salvare quante più vite possibili, tra ebrei e molti altri internati.

Un destino crudele, il suo, poiché Pilecki non divenne un eroe come doveva giustamente essere, ma venne ucciso dal regime comunista sovietico che in quella drammatica stagione cercò, riuscendoci, di accaparrarsi in modo fittizio tutti i meriti della liberazione del campo di sterminio nazista.

Witold Pilecki è un personaggio totalmente sconosciuto fuori dai confini polacchi. Egli 1940 si fece volontariamente arrestare dalla Gestapo per farsi imprigionare nel campo di concentramento nazista di Auschwitz con lo scopo di organizzarvi la rete di resistenza e inviare i rapporti sulla situazione nel campo.

Il suo rapporto fu il primo documento dai campi di sterminio che arrivò agli Alleati (occidentali), anche se nella fase iniziale Auschwitz non era propriamente un campo di sterminio. Dopo essere riuscito incredibilmente a scappare da Auschwitz (Oswiecim, Polonia), Pilecki continuò a combattere partecipando attivamente alla lotta contro i nazisti e prendendo parte all’insurrezione di Varsavia.

Alla fine della guerra, giunto in Italia, si offrì nuovamente volontario per tornare in Polonia e cercare di sottrarla allo stalinismo. La crudeltà della storia personale di Pilecki può essere ritenuta il simbolo della tragica storia della Polonia, paese crocevia dei grandi conflitti della storia e stretto nella morsa di due regimi totalitari e sanguinari, quelli di Hitler e Stalin.

Dopo la guerra le autorità comuniste lo considerarono traditore e nemico del popolo. Condannato a morte, giustiziato con un colpo alla nuca il 25 maggio 1948, rimane vittima di un’ingiusta “damnatio memoriae”. Fino alla caduta del regime comunista, nel 1989, le informazioni riguardanti le sue attività furono infatti censurate.

Poi, come accadde per l’eccidio di Katin, dove Stalin fece trucidare 12 mila tra ufficiali, politici e intellettuali polacchi, la verità su molti fatti venne a galla. Lo sterminio dell’intellighentia polacca era stato prima attribuito dai sovietici ai nazisti, poi Gorbaciov ammise le piene responsabilità del regime comunista.

A ricordarsi delle gesta dell’eroe polacco ad Auschwitz, la Polonia, paese che faticò a far penetrare la storia all’estero. Nel 2011 Pescara, fu la prima città a rendere omaggio a Pilecki dedicando proprio a lui il Giorno della Memoria durante una cerimonia organizzata con il contributo dell’Istituto della Memoria Nazionale polacco.

La storia di Pilecki è stata raccontata per la prima volta in occidente da Marco Patricelli ne “Il volontario” (Laterza), tradotto in diverse lingue. Nel suo libro lo storico pescarese riporta alla luce questo personaggio sconosciuto non solo in Occidente, ma, a causa del lungo oblìo imposto dal regime sovietico, anche nella sua Patria.

Sarà Patricelli, nel corso dell’incontro in Ambasciata polacca a Roma, a tracciare assieme al pronipote di Pilecki, Krzysztof Kosior e alla chargé d’affaires Marta Zielińska-Śliwka un ritratto di Pilecki, uomo che con grande eroismo ha combattuto i due totalitarismi del ‘900.

Durante l’incontro sarà presentato il “Witold’s Report”, il dettagliato rapporto che Pilecki scrisse nel 1945 a San Giorgio, in Italia, e nel quale sono riassunte le sue esperienze ad Auschwitz. Accanto alle relazioni di Jan Karski, i documenti di Pilecki costituivano la prima fonte di conoscenza e una preziosa testimonianza di quanto accadeva dietro il filo spinato della fabbrica della morte.

Verrà inoltre proiettato un breve film documentario, nel quale la figlia di Pilecki, Zofia Pilecka-Optułowicz, ricorda suo padre. Nei saloni dell’Ambasciata della Polonia sarà per l’occasione allestita la mostra “Tenente di cavalleria Pilecki, eroe invincibile. Il Rapporto da Auschwitz”. La mostra che raccoglie i migliori lavori selezionati tra gli oltre 150 affluiti al concorso internazionale dedicato a questo tema, verrà presentata poi nel corso del 2018 in diverse città italiane.