5 Ottobre 2022

Olio Tunisia in Ue, “Si” da Starsburgo. Proteste italiane

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Olio Tunisia in Ue, "Si" da Starsburgo. Proteste italianeSTRASBURGO – La plenaria di Strasburgo ha dato l’ok finale al pacchetto di aiuti d’urgenza alla Tunisia, che comprende il Regolamento che permette l’importazione di 35.000 tonnellate aggiuntive di olio d’oliva senza dazi nell’Unione europea. Il voto era stato sospeso il 25 febbraio, ieri il Coreper ha recepito gli emendamenti tecnici e comunicato che avrebbe adottato il testo che sarebbe passato oggi al Parlamento europeo.

L’aula ha approvato con 500 sì, 107 no, 42 astenuti. Gli eurodeputati hanno confermato le ‘tutele’ votate lo scorso 25 febbraio. Il provvedimento è temporaneo, valido solo per due anni e relativo all’olio d’oliva di cui si garantisce la tracciabilità, quindi interamente prodotto in Tunisia e trasportato direttamente da questo Paese nell’Unione europea. É prevista inoltre una valutazione intermedia dell’impatto delle misure sul mercato europeo e l’impegno ad aggiornarle, nel caso dovessero rivelarsi dannose per i produttori dell’Ue.

Il settore olivicolo in Tunisia “occupa in maniera indiretta oltre un milione di persone, un quinto degli occupati nel comparto agricolo nel Paese” ricorda Marelle de Sarnez, relatrice francese liberale del provvedimento, secondo cui la misura approvata “fornirà un aiuto essenziale alla Tunisia e non dovrebbe destabilizzare il mercato europeo. Ciò che è in gioco qui è il successo della transizione della Tunisia verso la democrazia, vitale non solo per la Tunisia ma anche per gli europei” ha concluso de Sarnez. Il testo attende ora solo l’imprimatur del Consiglio Ue – una mera formalità) ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, una volta che i due co-legislatori l’avranno firmato durante la sessione plenaria di aprile.

Tutta la filiera dell’olio, soprattutto italiana, protesta contro la decisione del parlamento di Strasburgo che rischia di mettere sul lastrico migliaia di imprese e decine di consorzi di settore oliviticolo. Molti i partiti contro la decisione, tra cui il M5S e la Lega Nord che si battono per il Made in Italy.


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