22 Maggio 2022

Confindustria: “Meno Pil grazie a Brexit e al referendum”

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Confindustria: Meno Pil grazie a Brexit e al referendum Confindustria rivede molto al ribasso le stime di crescita dell’Italia per il prossimo biennio. A pesare, secondo gli industriali, sarebbero le conseguenze derivanti da Brexit, ma anche dalle elezioni Usa e dal referendum costituzionale di ottobre. La prima, già acclarata con la vittoria del Leave, la seconda le “incertezze” sulla vittoria dei democratici negli States (con Trump sarebbe il ritorno al Medioevo), la terza le “insidie” che ha Renzi sulle riforme costituzionali varate da questo governo. Se il premier dovesse perdere la consultazione, a suo annuncio, lascerebbe la politica.

Nel dettaglio, il Centro Studi di Confindustria prevederebbe una “crescita del Pil italiano dello 0,8% nel 2016 e dello 0,6% nel 2017”. A dicembre le previsioni fornite sempre da Confindustria, indicavano rispettivamente un +1,4% e un +1,3%, che era un balzo gigantesco rispetto agli zero virgola cui ci eravamo abituati da molti anni a questa parte.

“Gli effetti della Brexit – spiega l’Ufficio Studi di Confindustria – saranno più evidenti nel 2017, essendo il bilancio 2016 fortemente influenzato dall’andamento già acquisito”.

“Agiscono da freno a una maggiore espansione economica le conseguenze derivanti dalla decisione del Regno Unito di uscire dall’unione europea – spiega il Centro Studi di Confindustria – I canali attraverso i quali si concretizzano nell’economia reale gli effetti della Brexit sono un rallentamento della domanda globale, che causa una crescita più lenta nelle esportazioni italiane, l’aumento delle incertezze tra imprese e consumatori con maggiore prudenza nei comportamenti di consumo”.

“La risalita dell’economia è modesta e ci sono rischi di instabilità. Con la Brexit il rallentamento si estende e la dinamica degli scambi globali è destinata a ridursi. Tra le cause, oltre alla Brexit, le elezioni Usa e il referendum costituzionale italiano di ottobre “il cui fallimento potrebbe interrompere il recupero intrapreso e far ricadere l’economia italiana in recessione”.

“Recupero” che almeno fino a prima di Brexit, appariva un vero e proprio miraggio, al netto di previsioni molto curiose ma gradite all’establishment Ue. Rispetto alle previsioni “catastrofiste” fatte anche da altri istituti, il Regno Unito, crescerà di più invece nei confronti di tutta l’area euro da cui finalmente si è sganciata.


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