Istat: nel 2016 Pil 0,9%. Giù pressione fiscale, ma sempre alta

Carlomagno Fiat City Car elettrtica Maggio 2021
Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM

produzione Pil lavoroIl Pil italiano ha registrato nel 2016 un aumento dello 0,9%. Lo comunica l’Istat, segnalando una leggera accelerazione rispetto al 2015, anno in cui l’economia è cresciuta ad un ritmo dello 0,8% (dato rivisto al rialzo dalla precedente stima di +0,7%). Lo 0,9% è superiore alle stime del governo che nel Documento programmatico di bilancio indicava una crescita dello 0,8%.

Nel 2016 il Pil italiano è risalito in volume appena al di sopra del livello registrato nel 2000, si rileva in base alle nuove stime sull’andamento dell’economia nell’anno passato.

SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Il rapporto debito/Pil dell’Italia, secondo l’istituto, si è attestato nel 2016 al 132,6%, in aumento rispetto al 132,0% del 2015. Il rapporto deficit/Pil si è attestato nel 2016 al 2,4%, a fronte del 2,7% del 2015. Il dato è in linea con le stime del governo contenute nel Documento programmatico di bilancio dello scorso autunno.

L’avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari nel 2016 all’1,5% (1,4% nel 2015). L’Istat ha rivisto al rialzo la stima sul Pil del 2015, portandola a +0,8% dal +0,7% calcolato in precedenza. In base alle ultime rilevazioni, a cambiare è anche il dato sul deficit dello stesso anno: in rapporto al Pil, l’indebitamento peggiora a 2,7% contro il 2,6% stimato a settembre 2016.

Secondo l’Istat, nel 2016 la pressione fiscale è scesa in Italia al 42,9% del Pil, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al 43,3% dell’anno precedente.

Nel 2016 la spesa per consumi finali delle famiglie residenti in Italia è cresciuta in volume dell’1,3%, in rallentamento rispetto al +1,5% del 2015, dice l’istituto aggiungendo che i consumi di beni sono aumentati dell’1,8%, quella di servizi dell’1%. Gli aumenti più accentuati, in volume, riguardano la spesa per trasporti (5,3%), per alberghi e ristoranti (2,9%), per abitazione (1,3%) e per ricreazione e cultura (1,2%); la diminuzione più accentuata riguarda la spesa per beni e servizi vari (-0,9%).

La spesa delle Amministrazioni pubbliche ha registrato un aumento dello 0,6%, mentre quella delle Istituzioni sociali private (Isp) è cresciuta del 2,2%. Gli investimenti fissi lordi sono risultati la componente più dinamica della domanda, con un incremento del 2,9%, superiore a quello del 2015 (1,6%). In aumento gli investimenti in mezzi di trasporto (27,3%), macchinari e attrezzature (3,9%) e costruzioni (1,1%), mentre i prodotti della proprietà intellettuale sono scesi (-1,3%). L’export è aumentato del 2,4%, le importazioni del 2,9%.

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM