Stx, accordo raggiunto tra Italia e Francia: Fincantieri avrà il 51%

Carlomagno Alfa Romeo Giulia giugno 2018

Gentiloni Macron Fincantieri StxUn accordo fatto tra Francia e Italia sulla vicenda Fincantieri Stx. Emanuel Macron e Paolo Gentiloni in un summit bilaterale hanno raggiunto un compromesso sui cantieri Stx di Saint Nazaire, con il colosso italiano che resta leader con il 51 per cento, come chiedeva l’Italia, sia pur con un 1% a prestito dallo Stato francese e la Francia che mantiene un ruolo strategico nei cantieri.

L’intesa su Fincantieri e l’impegno per il militare navale era nell’aria da giorni, è lo sblocco della Tav Torino-Lione da parte di Macron a dare sollievo al governo italiano, rimasto in stand by negli ultimi mesi dopo lo stop d’oltralpe.

Nonostante le tensioni tra i due paesi e le pressioni subite contro l’accordo, a Lione ha vinto la volontà politica di Italia e Francia di trovare un accordo e di non guastare i rapporti tra i due paesi cugini che, come hanno sottolineato sia Macron sia Gentiloni, hanno l’onere della ricostruzione europea e di “un’ambizione – afferma il premier italiano – che tra 3-4 anni” rischia di essere inutile.

Fincantieri avrà il controllo dei cantieri francesi e la nomina di presidente e direttore generale con 4 membri in un cda di 8. La soluzione “creativa” escogitata per soddisfare le due parti è che Parigi potrà revocare l’1% in prestito per 12 anni per formare il 51% ma solo a condizione di un inadempimento di Fincantieri rispetto agli impegni industriali presi. E, in quel caso, il gruppo italiano potrà rivendere il 50% alla Francia. In Italia la Lega polemizza considerando la soluzione un cedimento italiano ma per Gentiloni si tratta di “un ottimo accordo che consente al socio industriale di gestire e alla Francia di avere garanzie sul piano del lavoro e delle tecnologie”.

Anche Macron, anche lui nel mirino delle critiche dei protezionisti, difende l’intesa parlando di “equilibrio” tra “leadership industriale” italiana e ruolo strategico francese. Una soluzione che forse non convince i mercati ma serve alla politica per rafforzare la cooperazione tra i due paesi. In un momento di debolezza europea, sia Macron sia Gentiloni hanno bisogno di un asse tra i due paesi mediterranei. Al punto che il presidente francese si spinge ad immaginare un ‘trattato del Quirinale” con l’Italia sulla falsa riga del trattato dell’Eliseo con la Germania per una cooperazione rafforzata tra Roma e Parigi. E sul bilancio comune così come su un impegno per lavoro e investimenti a Lione arriva il completo via libera italiano a lavorare insieme. E l’avvio del progetto per una partnership Fincantieri-Naval group con l’obiettivo di un colosso mondiale di difesa navale e militare potrebbe essere un passo per facilitare la difesa comune.

Ed è anche per favorire, a partire dal vertice di venerdì a Tallin l’avvio dell’agenda dei “paesi ricostruttori”, come dice Macron prendendo spunto dalla sua road map indicata ieri alla Sorbonne, che nei colloqui del summit di Lione si evita con cura la vicenda Tim-Vivendi. “Non è politica di Stato, dobbiamo essere modesti”, mette in chiaro il presidente francese separando la vicenda Fincantieri dal contenzioso dell’Italia con la società telefonica francese che potrebbe spingere il governo a usare il golden power. Anche il presidente del consiglio italiano, d’altra parte, ci tiene a tener divisi i due dossier, come dimostra il rinvio a domani dell’ultima riunione del Comitato interministeriale. “Sono aziende private a cui chiediamo solo il rispetto delle leggi italiane e delle regole europee, in Italia come in Francia”, chiarisce Gentiloni.