Putin avvia in Siria raid anti Isis. I ribelli di Assad: "Colpiti civili"

Russia, Putin avvia in Siria raid anti Isis. I ribelli di Assad Colpiti civili. Nella foto raid francesi
Aerei francesi in raid in Siria (Ansa/Epa)

La Russia ha iniziato stamane i bombardamenti con raid aerei alcune aree della Siria dove si pensa siano annidati terroristi dell’Isis. Lo afferma l’amministrazione americana. Il Parlamento russo aveva dato questa mattina il suo via libera.

La richiesta era del presidente Vladimir Putin, dopo che nel faccia a faccia tra i leader di Usa e Russia di due giorni fa si è giunti a una intesa per fermare lo stato islamico in Siria e non solo. E’ la prima volta, dalla guerra lampo con la Georgia nel 2008, che la Russia invia i propri uomini a combattere fuori dai suoi confini.

Le operazioni dell’aviazione russa, che aveva avvertito in anticipo il Pentagono dei raid, si svolgeranno in “un arco di tempo definito” e “non potranno andare avanti indefinitamente”.

“Non posso dirvi adesso, per evidenti motivi, quale sarà questo arco di tempo, per quanti giorni durerà e quanti aerei e quali tipi di armi saranno usati dalle nostre forze aeree”, ha affermato il capo dell’amministrazione presidenziale, Serghei Ivanov.

Il portavoce del ministero della Difesa russo, il generale maggiore Igor Konashenko, ha poi ufficializzato quanto già circolava sui media americani. E cioè che “le forze aeree russe hanno cominciato oggi a condurre operazioni aeree mirate contro bersagli a terra dei gruppi terroristici dell’Isis sul territorio della Repubblica araba siriana”. Secondo fonti governative siriane, i primi raid sono stati diretti contro postazioni terroristiche nelle province di Hama, Homs e Latakia.

Ma è proprio la scelta di queste tre aree a suscitare le perplessita americane e francesi, lo stesso fronte che vuole Bashar Assad fuori dal potere prima dell’avvio di una fase di transizione politica. “Se hanno colpito a Homs, come sembra”, ha affermato una fonte militare di Parigi, non è lo Stato islamico l’obiettivo ma probabilmente i gruppi di opposizione.

Sono gli stessi oppositori in Siria a dichiarare che i 70 rais russi. “La Russia non sta combattendo l’Isis in Siria, ma prende di mira i civili nelle comunità che hanno respinto lo Stato Islamico”, ha detto il presidente della Coalizione Nazionale Siriana, Khaled Khoja, il quale “condanna” i raid di Mosca. “La Russia – continua – usa la sua forza militare per sostenere la guerra del regime di Assad contro i civili”.

dello stesso tono la dichiarazione degli Stati Uniti: “La Russia deve fermare la sua aggressione in Siria”, afferma il segretario alla Difesa americano, Ash Carter secondo il quale i raid russi in Siria “probabilmente” sono stati lanciati in zone dove non c’è presenza dell’Isis.

Dmitri Peskov, portavoce di Putin ha dichiarato, rispondendo alla domanda se Mosca classifica alcuni movimenti di opposizione siriana come “terroristi”: “L’aviazione russa in Siria sta fornendo sostegno alle forze armate siriane, che stanno combattendo contro l’Isis e altri gruppi terroristici ed estremisti”.