Colorado Springs, spari in clinica per aborto. 3 morti e 9 feriti

Carlomagno Alfa Romeo Giulia giugno 2018
Colorado Springs, spari in clinica per aborto. 3 morti e 9 feriti
Poliziotti nei pressi della clinica degli aborti a Colorado Springs (Usa) dove un uomo ha sparato e ucciso 3 persone. (Getty Images)

Ore di terrore a Colorado Springs, negli Usa, dove un uomo armato, Robert Lewis Dear, di 59 anni, si è barricato nella sede di una clinica per aborti aprendo il fuoco. Il bilancio finora è di 3 vittime, un agente di polizia e 2 civili. I feriti sarebbero 9, tra cui 5 poliziotti.

Oltre 150 le persone che sono rimaste bloccate all’interno della clinica, dove l’uomo, che imbracciava un fucile a canna lunga, si era asserragliato. l’uomo, dopo diverse ore sarebbe stato arrestato. Si sospetta che l’autore della strage, abbia lasciato dell’esplosivo nell’edificio. Sono in corso verifiche degli artificieri.

L’agente rimasto ucciso si chiamava Garrett Swasey, aveva 44 anni. Le altre vittime sono due dipendenti della struttura sanitaria. Per quanto riguarda il killer, al momento la polizia ha reso noto solo il nome e che proviene dalla Carolina del Nord. Ancora non sono state accertate le ragioni del suo gesto.

L’allarme a Colorado Springs, città del Colorado a circa 80 chilometri da Denver, è stato lanciato intorno all’ora di pranzo con la segnalazione della presenza di un uomo armato nella zona immediatamente dichiarata “non sicura”, facendo scattare una sorta di “evacuazione”, considerato che l’edificio in questione si trova non lontano dalla zona commerciale della città, particolarmente frequentata in occasione del Black Friday, la giornata dei saldi. Diverse persone sono state costrette a restare dentro i vicini esercizi commerciali, invitate dalla polizia a rimanere lontane dalle finestre.

L’uomo è entrato nella clinica nota per il programma “Planned Parenthood”, una struttura medica dedicata alla pianificazione familiare, spesso bersaglio delle critiche dei movimenti pro-vita in quanto pratica aborti. E’ anche regolarmente al centro di accesi scontri tra esponenti politici, tra chi difende la validità del programma e chi lo addita come illegittimo, tra questi ultimi principalmente conservatori repubblicani.