Elezioni in Francia, Le Pen resta a secco ma rimane il primo partito

Carlomagno campagna novembre 2018
Elezioni in Francia, Le Pen resta all'asciutto ma resta il primo partito
La leader del Front National, Marine Le Pen coi giornalisti nella domenica del ballottaggio alle regionali di Francia. (Ansa/Epa)

Il Front National, nonostante si sia rivelato il primo partito di Francia al primo turno delle regionali, al ballottaggio, grazie ad ampie coalizioni anti Le Pen tra destra moderata e socialisti, non riuscirebbe a conquistare nessuna regione. I primi exit-poll diffusi in Francia alla chiusura dei seggi indicano questa tendenza.

A spoglio in corso, al momento, cinque regioni andrebbero ai Republicains di Sarkozy, cinque ai socialisti di Hollande e Valls che al primo turno erano stati relegati al terzo posto. Testa a testa nelle altre tre regioni.

Xavier Bertrand dei Republicains, secondo gli exit poll, avrebbe conquistato la regione Nord Pas de Calais-Picardie con il 57,70% dei voti contro il 42,30% di Marine Le Pen. Il candidato di Sarkozy ha ringraziato chi lo ha votato e anche “gli elettori di sinistra che hanno fatto sbarramento” contro l’estrema destra di Marine Le Pen. “Non è una mia vittoria, non è una vittoria politica, è la vittoria della gente”, ha detto.

Nel Paca, la regione Provence-Alpes-Cote d’Azur, il candidato conservatore, Christian Estrosi (Les Républicains), conquista, secondo le ultime stime, il 53,5% contro il 46,5% di Marion Maréchal Le Pen, la nipote della leader del Fn.

Nella triangolare del “Grand Est”, la regione Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena il candidato dei repubblicani Philippe Richert conquista il primo posto. Secondo le prime stime è al 47,6% delle preferenze contro il 36,6% del candidato lepenista Florian Philippot. Meno del 16% per Jean-Pierre Masseret, il “terzo incomodo” dei socialisti che rifiutò l’ordine di scuderia di ritirarsi dalla corsa per favorire la vittoria della destra moderata.

Nessun commento al momento dal Fn a Hénin-Beaumont alla lettura delle proiezioni del voto. Dopo qualche minuto, davanti al risultato della sconfitta di Marine Le Pen nel Nord-Pas-de-Calais, applauso di consolazione scandendo il nome “Ma-ri-ne, Ma-ri-ne”, e fischi e urla di fronte al discorso del vincitore Xavier Bertrand. L’insuccesso era quasi scontato davanti alla “grande alleanza” anti Le Pen.

Tuttavia, il Front National, nonostante la campagna definita dai lepenisti “denigratoria” (il premier Valls parlò di “guerra civile se vince Le Pen” agitando lo spauracchio della destra xenofoba), resterebbe il primo partito della Francia per consenso e gradimento generale. Un po’ come il M5S in Italia quando nel 2013 diventò il primo partito ma in base alla legge elettorale non approdò al timone di comando. Consenso, quello del Fn, che non si è tramutato in voti al ballottaggio di domenica. Per Repubblicani e Socialisti, con la Le Pen al 30%, resta in ogni caso la preoccupazione per le presidenziali del 2017.

Nelle elezioni di oggi, da registrare l’alta affluenza alle urne con una impennata nella partecipazione, già elevata a mezzogiorno. Alle 17 il tasso di affluenza è di 50,54% in rialzo di 7,5 punti rispetto al primo turno. A mezzogiorno ha votato il 19,59% degli elettori, contro il 16,27% della stessa ora una settimana fa, in occasione del primo turno. Alle regionali del 2010, a mezzogiorno, aveva votato il 18,57% degli elettori.