Rivolta in carcere. 52 morti al "Topo Chico" in Messico

Carlomagno campagna novembre 2018
Rivolta in carcere. 52 morti al "Topo Chico" in Messico
Familiari lanciano sassi durante la rivolta nel carcere di Monterrey in Messico (Ansa/Epa)

MONTERREY (MESSICO) – E’ di almeno 52 morti il bilancio dell’ammutinamento e del tentativo di fuga nel carcere “Topo Chico” di Monterrey, in Messico: lo ha reso noto il governatore dello Stato di Nuevo Leon, Jaime Rodriguez.

Tra i morti ci sono reclusi, guardie e funzionari del carcere. Nella notte ci sono stati degli scontri all’interno della prigione a seguito di un tentativo di fuga. Dall’esterno della struttura, dove sono giunti numerosi familiari dei reclusi, si sono viste colonne di fumo provenienti dalla prigione. Secondo le prime ricostruzioni, verso mezzanotte un gruppo di detenuti ha preso il controllo di un’area del carcere provocando un incendio, mentre dall’esterno si sentivano delle esplosioni.

Rodriguez ha inoltre detto durante una conferenza stampa che 12 persone sono rimaste ferite negli scontri tra due fazioni rivali nella prigione. Una delle fazioni, ha precisato il governatore, era guidata da un membro del famigerato cartello della droga Zetas.

L’ammutinamento di giovedì giunge a soli sei giorni dalla prevista visita di Papa Francesco in un altro carcere messicano, quello nella Ciudad Juarez, al confine con il Nuovo Mexico, nello Stato di Chihuahua. Già nel febbraio del 2012 nel corso di una rivolta in una prigione di Apodaca, sempre nello Stato di Nuevo Leon, morirono 44 carcerati. E nel 2013 la Commissione nazionale per i diritti umani ha pubblicato un rapporto sulle 101 carceri più affollate del Paese sottolineando che ben 65 erano gestire dai carcerati e non dalle autorità.