Siria, ribelli e Isis dietro l’attacco a Idlib? Bimbi usati come scudi

Rami Abdel Rahman
UOMO OMBROSO Rami Abdel Rahman, dell’ osservatorio siriano per i diritti umani

Vi sono molti dubbi sulle dinamiche del massacro di 72 persone a , nella regione di Idlib, in Siria. Damasco continua a negare di essere coinvolta nell’uso di armi chimiche, Mosca parla di “fake” per quanto riguarda la bozza di risoluzione presentata dagli Stati Uniti alle Nazioni Unite, perché, spiega il ministero degli esteri, basate su “informazioni false”.

L’Onu, al momento, “non è in grado di verificare”, fa sapere un imbarazzato palazzo di Vetro, ma le grandi potenze occidentali, Usa, Francia e Gran Bretagna addossano le responsabilità a Bashar Al-Assad (e a Putin). Questi paesi, e ovviamente i media di “regime”, ricevono informazioni da un’unica fonte disponibile: l’ Osservatorio siriano per i diritti umani, che non opera sul campo ma ha sede a Coventry, in Gran Bretagna.

L’OSDH, questo l’acronimo del sedicente osservatorio, fa capo ad una sola persona: Rami Abdel Rahman, imprenditore siriano fuggito nel 2000 dal suo paese, un “disertore” che ha trovato riparo a Londra dove ha fondato questa “organizzazione” mediatica contro Assad e contro Mosca che, ormai lo sanno tutti, sostiene la leadership siriana. A sua volta, non operando sul campo, Rami Abdel Rahmanri, unico componente di questo fantomatico osservatorio, riceve informazioni dagli “elmetti bianchi”, ossia i miliziani anti-Assad che che presidiano il territorio a ovest della Siria e marciano sotto un’unica bandiera: quella nera del terrore.

L’osservatorio di Rami Abdel Rahmanri, secondo alcune ipotesi che circolano sul web sarebbe un osservatorio a senso unico “finanziato da un paese europeo non identificato”, avrebbe scritto il New York Times. Di fatto Rami Abdel Rahman è diventato lo “speaker” ufficiale dell’occidente. “Credibile”, “affidabile” e soprattutto determinato a rovesciare insieme ai ribelli il “regime sanguinario di Assad” per instaurare, è evidente, un governo che risponda a Washington, Londra e Parigi anziché all'”odiato” Putin il quale si vede l’indice puntato guarda caso all’indomani del grave attentato terroristico che subisce “in casa”, a San Pietroburgo. Un modo per stroncare sul nascere l’enorme solidarietà incassata ma soprattutto per indebolire la sua leadership, oggi più forte che mai sullo scacchiere politico internazionale.

La traccia delle intenzioni occidentali appare chiara (lo era sin dallo scontro Ucraina-Crimea). Del resto, non si comprende perché Assad abbia dovuto attaccare coi gas nervini persone inermi e bambini sapendo di attirare su di sé tutto l’odio del globo.

John Kerry e Bashar Al Assad a cena insieme quando gli Usa di Obama faceva affari con la Siria
John Kerry e Bashar Al Assad a cena insieme quando gli Usa di Obama facevano affari con la Siria

Proprio la coalizione capitanata ieri da Obama (sottosegretario di Stato John Kerry…) e oggi da Trump, qualche anno fa aveva giurato di aver prelevato e “distrutto” tutto l’arsenale chimico in mano ad Assad che da un porto siriano su trasferito nel porto calabrese di Gioia Tauro per essere caricato su navi della coalizione atlantica per poi essere debellato. Una operazione avvolta da mille misteri. Il divieto dell’Onu e degli stati che contano (Usa, Francia e Gb) era stato perentorio: “Mai più armi chimiche in Siria”.

Allora, da dove sono usciti questi gas nervini? Mosca sostiene che l’attacco c’è stato ma era mirato – nell’ambito del patto antiterrorismo Usa-Russia – a colpire centrali di armamenti del Califfato. Cosa ci faceva un magazzino carico di gas Sarin a Khan Shaykhun? Che sia stato Assad a rifornirlo appare alquanto improbabile. Per esclusione dei fattori sorge un dubbio inquietante: e cioè che l’Isis (come ha già fatto a Mosul) e i ribelli anti-Assad abbiano usato i bambini come “scudi umani” per avere questo effetto devastante al solo scopo di destituire Assad e indebolire Vladimir Putin. Inquietante, barbaro e cinico.