Strage al concerto di Las Vegas: 59 morti e 530 feriti. GLI SPARI DI “RAMBO”

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Si aggrava il bilancio delle vittime della sparatoria a Las Vegas: i morti sono almeno 59, mentre sono oltre 500 i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Lo ha detto lo sceriffo Joe Lombardo in una conferenza stampa.

Lombardo ha anche rivelato il nome del sospetto della strage, che è stato trovato morto, forse suicida. Si tratta di Stephen Paddock, 64 anni. L’assalto armato è avvenuto nella zona dei Casinò, sulla “Strip” che di notte si colora come vediamo nei film americani.   

L’assalitore, secondo le prime informazioni avrebbe sparato raffiche di mitra, usando più armi automatiche, da uno dei piani alti del Mandalay hotel colpendo la folla che in quel momento stava assistendo a un concerto di musica Country, festival “Route 91 Harvest”, spiazzale a 300 metri dal lussuoso resort da cui provenivano gli spari.

Stephen Paddock
Il killer Stephen Paddock

L’assalitore, secondo quanto riferito dalla Polizia, è stato ucciso. Agenti lo hanno trovato morto suicida al 32° piano dell’hotel Mandalay Bay. La Polizia ha riferito che si sta cercando una donna asiatica che sarebbe la compagna dell’assalitore. Indagini sono in corso per accertare se la matrice dell’attacco sia di natura terroristica o si il gesto di un folle solitario come in tanti altri casi negli Usa. Leggi “Giallo sulla matrice”

Killer armato come “Rambo”

Secondo quanto trapela, l’uomo identificato come Stephen Paddock, come “Rambo” era in possesso di 42 armi, tra cui pistole e molti fucili automatici con  migliaia di cartucce tenute a spalla o con l’arma su un cavalletto. Il killer da due finestre poste al 32mo piano del resort ha sparato all’impazzata per oltre una decina di minuti, secondo il racconto di testimoni.    

LA SPARATORIA DI “RAMBO” RIPRESA DA UN TESTIMONE

Un testimone oculare ha detto alla Cnn che “le persone stavano correndo ovunque all’interno del casinò”, subito dopo aver appreso la notizia degli spari. “Abbiamo incontrato un’infermiera, che era al concerto, e ha prestato soccorso a persone che erano state colpite in volto, qualcuno che è stato colpito al petto e qualcuno che è stato colpito all’addome”.

Dopo i primi spari c’è stato un fuggi fuggi generale dal concerto che si svolge ogni anno. C’erano diverse centinaia di persone. Nelle immagini diffuse sui social si sentono gli spari a raffica, poi il panico, le urla strazianti e la gente a terra ferita che chiede aiuto.