Storico incontro tra Kim e Moon, presidenti delle due Coree

Carlomagno Panda Settembre 2018
Moon Jae-in Kim Jong-un
Storica stretta di mano tra Moon Jae-in e Kim Jong-un (Ansa)

Storico incontro tra Moon Jae-in e Kim Jong-un, rispettivamente presidenti della Corea del Sud e del Nord. E’ la prima volta dalla fine della guerra coreana, 1953, che un presidente della Corea del Nord varca il confine del sud.

Il summit tra i due presidenti è finalizzato alla demilitarizzazione della penisola coreana dopo le tensioni degli ultimi anni, che si sono acuite, anche con gli Usa, con i test missilistici di Kim.

La stretta di mano storica tra Kim Jong-un e Moon Jae-in è maturata alle 9:30 (le 2:30 in Italia) a cavallo della linea di demarcazione del villaggio di Panmunjom, primo gesto degli auspici che il terzo summit intercoreano possa dare vita a una “nuova storia dei rapporti” tra i due Paesi divisi al 38/mo parallelo all’insegna di una pace stabile e duratura cementata dalla auspicata (dal Sud) denuclearizzazione.

Kim ha raggiunto il confine avendo al fianco i collaboratori chiave e ha camminato verso lo stretto corridoio che separa i due edifici dei meeting, noti come T2 e T3, nella Joint Security Area (Jsa). Moon lo ha atteso sorridente sul cordolo di cemento che segnala il confine: i due dopo la stretta di mano hanno posato per i flash dei fotografi a immortalare l’evento. Kim, primo leader della famiglia al potere da circa 70 anni a calpestare il territorio sudcoreano, ha a sorpresa sollecitato Moon a riattraversare il confine, cosa fatta tenendosi per mano.

I due presidenti comunicheranno insieme i risultati del summit in corso quando saranno raggiunti gli accordi, ha anticipato il portavoce presidenziale Yoon Young-chan in un briefing con la stampa trasmesso da Arirang Tv. I due hanno avuto “discussioni serie e franche sui modi per arrivare alla denuclearizzazione della penisola coreana, per stabilire una pace permanente e per sviluppare le relazioni Sud-Nord”. I negoziati continueranno nel pomeriggio.

Kim ha auspicato colloqui “franchi” sulle questioni della penisola, “non sprecando tempo e occasione” offerti per ottenere “buoni risultati, avendo alla sua sinistra la sorella Kim Yo-jong, intenta a prendere appunti e in un ruolo sempre più strategico. Moon, da parte sua, ha ricordato che “il mondo guarda a Panmunjom”, diventato “simbolo di pace, non di divisione” grazie alla visita di Kim. Il primo round di colloqui si è concluso alla Peace House di Panmunjom dopo circa due ore. I due leader, nel programma consegnato dall’Ufficio presidenziale di Seul, avranno pranzi separati. Kim ha attraversato il confine per tornare al Nord e nel pomeriggio sarà al Sud per altri eventi finalizzati a rafforzare la fiducia reciproca, tra cui una passeggiata. A seguire nuovi colloqui, la firma della dichiarazione congiunta e la cena finale offerta da Moon.

Casa Bianca spera che i colloqui portino pace – In occasione dello “storico incontro” tra i presidenti della Corea del Sud e del Nord, “auguriamo al popolo coreano ogni bene” e “speriamo che i colloqui facciamo progressi verso un futuro di pace e prosperità per l’intera penisola coreana”. E’ l’auspicio della Casa Bianca.

Giappone auspica colloqui costruttivi soluzione crisi – Il governo giapponese auspica che i leader delle due Coree possano avere un incontro costruttivo che conduca a una comprensiva risoluzione delle questioni irrisolte, quali il negoziato sui cittadini giapponesi rapiti e lo stop al programma missilistico e nucleare di Pyongyang Paese. Lo ha detto il capo di Gabinetto Yoshihide Suga, che si è astenuto, tuttavia, dal fare previsioni sull’esito dei colloqui. Alla domanda di un cronista se il governo di Tokyo sarà informato sui dettagli da Seul, Suga ha risposto che le due diplomazie coordineranno congiuntamente gli sviluppi. A questo proposito il ministero degli Esteri nipponico, Taro Kono, ha ribadito che i due Paesi stanno lavorando assieme per stabilire le politiche da adottare verso il regime di Pyongyang. Secondo quanto riferito da fonti ministeriali, Kono si recherà in Corea del Sud all’inizio di maggio, per incontrare il suo omologo Kang Kyung Wha e parlare degli esiti del dialogo tra i due leader.