Grotta Thailandia, otto ragazzi in salvo. E’ corsa contro il tempo

I soccorritori thailandesi al lavoro giorno e notte per portare alla luce la parte restante del gruppo. "C'è ottimismo". Il mondo col fiato sospeso

Carlomagno Faro istituzionale
Soccorritori al lavoro davanti alla grotta in Thailandia
Soccorritori al lavoro davanti alla grotta in Thailandia

Il mondo col fiato sospeso per la squadra di baby calciatori intrappolata in una grotta thailandese a tre chilometri di profondità. Da quando i ragazzi e il suo allenatore sono stati individuati, lo scorso 2 luglio, i soccorsi non hanno mai visto sosta.

Si lavora giorno e notte in un quadro molto difficile. In otto sono stati salvati nelle scorse ore. Le operazioni di soccorso, per garantire la massima sicurezza, non potevano prevedere più di quattro viaggi di recupero al giorno, prima di fermarsi per il necessario ripristino delle attrezzature e la ricarica delle bombole di ossigeno per il viaggio di andata e ritorno dei sub.

E sono state suddivise in tre tranche, l’ultima si spera nelle prossime ore, anche se nessuno dà per certo che non sia necessario qualche tempo in più. Gli otto ragazzi che finora sono tornati a vedere la luce stanno comunque bene, ha detto il governatore Narongsak, Osatanakorn, responsabile dei soccorsi.

E qualcuno ha già potuto mangiare. Non quel pollo al basilico che avevano sognato nelle due lunghissime settimane passate tra la paura e la speranza, ma qualcosa di più leggero, viste le loro condizioni fisiche.

Ma è già un buon segnale di ritorno alla vita. Fuori dalla grotta si respira una sensazione di ottimismo, in vista della conclusione dell’operazione, anche se tra le famiglie resta l’ansia e l’angoscia: nessuno dei genitori sa se tra i tratti in salvo vi siano, o meno, i propri figli. Le autorità hanno deciso di aspettare la fine del recupero per comunicarlo ufficialmente alle famiglie. Una mossa – si spiega – per evitare di lasciare in ansia solo quelli che hanno i propri piccoli ancora nella grotta. Che però si traduce in una ‘tortura’, si sfoga una mamma.

I quattro usciti oggi sono in condizioni ancora migliori di quelli tirati fuori domenica, quando per uno di loro si era parlato di situazione ‘seria’, anche se non di pericolo di vita. Come ieri, appena riemersi sono stati assistiti all’ospedale da campo, per poi essere trasferiti in elicottero all’ospedale di Chiang Rai. Il rinvio a domani di quella che si spera sarà l’operazione finale di recupero non sembra destare preoccupazione tra i soccorritori. Anzi.

Il tragitto è stato percorso oggi dai ragazzi in circa due ore in meno, grazie all’esperienza accumulata nel blitz alla vigilia. L’impressione è quella di una macchina ormai oliata che cerca comunque di fare il più in fretta possibile minimizzando i rischi, sempre con un occhio al cielo per una possibile crescita del livello dell’acqua all’interno della grotta in caso dei previsti acquazzoni. Oggi comunque, nonostante la pioggia battente della sera precedente, le condizioni sul terreno sono praticamente rimaste immutate.

I Navy Seal thailandesi hanno celebrato il doppio successo del blitz tra ieri e oggi sulla loro pagine Facebook, stilando una lista che va dal “cinghialotto numero 1”, al “cinghialotto numero 8” con la sintesi numerica del loro temporaneo trionfo: “2 giorni, 8 cinghialotti”, e chiudendo il messaggio con un “Urrà!”. Spetta a loro decidere se il piano di sicurezza possa essere modificato e prevedere, per il rush finale, una quinta persona, che si crede sarà l’allenatore. Che dovrebbe essere l’ultimo a uscire, concludendo l’odissea.