Caso Khashoggi, giornalista fatto a pezzi e sciolto nell’acido

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Il principe Mohammed bin Salman e il giornalista dissidente ucciso Jamal Khashoggi
Il principe Mohammed bin Salman e il giornalista dissidente ucciso Jamal Khashoggi

“L’unica conclusione logica”, a un mese dall’omicidio nel consolato saudita di Istanbul, è che il corpo di Jamal Khashoggi sia stato sciolto nell’acido “per non lasciare alcuna traccia”. Lo ha detto a Hurriyet Yasin Aktay, consigliere del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e amico del reporter ucciso.

“Secondo le ultime informazioni che abbiamo, il motivo per cui hanno smembrato il suo corpo era per dissolvere i resti più facilmente. Ora ci rendiamo conto che non solo lo hanno smembrato, ma anche fatto evaporare”, ha detto Aktay.

L’ipotesi, che nelle scorse settimane era già emersa come indiscrezione sui media locali, non ha al momento trovato conferme ufficiali da parte degli investigatori turchi. Le dichiarazioni del consigliere presidenziale – contattato dalla fidanzata di Khashoggi subito dopo la scomparsa – giungono dopo che questa settimana la procura di Istanbul ha ufficializzato l’esito delle sue indagini, secondo cui Khashoggi è morto per strangolamento ed è poi stato fatto a pezzi. I resti non sono però stati trovati.

Netanyahu, caso orrendo ma Riad resti stabile – “Quanto successo al consolato a Istanbul è orrendo e questo va affrontato debitamente. Al tempo stesso va detto che è molto importante per la stabilità del mondo, della regione che l’Arabia Saudita resti salda”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyau riferendosi per la prima volta all’uccisione del giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi. “Penso – ha aggiunto il primo ministro incontrando a Varna la sua controparte bulgara Boyko Borisov – che una via debba essere trovata per raggiungere entrambi gli obiettivi, perché il problema maggiore è l’Iran e dobbiamo essere sicuri che Teheran – ha concluso, secondo i media – non continui le sue attività maligne che ha compiuto nelle due ultime settimane in Europa”. Netanyahu si trova da ieri nei Balcani dove incontrerà i leader della regione.

Tour Eiffel si spegne un minuto per ricordarlo – La Tour Eiffel si è spenta ieri sera per un minuto per ricordare l’assassinio del giornalista saudita Jamal Khashoggi nel consolato del suo paese in Turchia. Nella stessa giornata di ieri, l’Unesco ha ricordato che oggi, 2 novembre, è la “Giornata internazionale contro l’impunità per i crimini contro i giornalisti”. Lo spegnimento simbolico della Tour Eiffel è stato deciso su iniziativa dell’associazione Reporters sans Frontieres, che ha organizzato sul posto una conferenza stampa. “Jamal Khashoggi – ha dichiarato Fabiola Badawi, ex collega del giornalista ucciso e invitata da RSF – è stato ucciso perché voleva scrivere e parlare liberamente”.

Chi era Jamal Khashoggi – Khashoggi era un noto giornalista saudita che si era autoimposto all’esilio l’anno scorso negli Usa dopo aver criticato apertamente la famiglia reale e in particolare il principe ereditiero Mohammed bin Salman. Negli States, prima di essere ucciso, aveva collaborato con il Washington Post.

La scomparsa e la morte – Quando entrò nel consolato saudita a Istanbul lo scorso 2 ottobre, intendeva procurarsi documenti di divorzio che gli permettessero di sposare la sua fidanzata turca. Ma Khashoggi non è mai uscito dall’edificio. Fu torturato e fatto a pezzi, poi da quanto emerge, sciolto nell’acido, dal momento che non si trovano i resti.