Navi ucraine “sforano” in acque russe, alta tensione tra Mosca e Kiev

Carlomagno campagna novembre 2018

stretto di Kerch E’ alta tensione tra Russia e Ucraina dopo l’incidente sullo stretto di Kerch, fra Mar Nero e Mar d’Azov, dove alcune navi ucraine avrebbero violato le acque territoriali russe. Una trentina di persone degli equipaggi sono in stato di fermo in Crimea accusati di aver violato i confini della Federazione.

Gruppi di nazionalisti ucraini stanno bruciando pneumatici davanti al consolato russo di Leopoli, in Ucraina occidentale, per protestare contro il sequestro di tre battelli militari ucraini a largo della Crimea da parte delle forze marittime russe.

La dimostrazione è organizzata dai nazionalisti del Corpo Nazionale. La Russia chiede agli alleati occidentali di Kiev di “intervenire” e “dare una calmata” alla autorità ucraine, “coloro che vogliono mettere a segno punti politici prima delle elezioni presidenziali in Ucraina”, ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato dalle agenzie russe.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha espresso oggi al presidente ucraino, Petro Poroshenko, “pieno sostegno” alla difesa dell’integrità e della sovranità territoriale del Paese, anche per quanto riguarda “il diritto di navigazione nelle sue acque territoriali”.

ponte russo stretto di Kerch

Sostegno a Kiev anche dall’Ue. “Gli sviluppi nel mar d’Azov sono inaccettabili e ci aspettiamo che la Russia lasci andare subito le navi e l’equipaggio”, afferma una portavoce della Commissione europea condannando “l’aggressione verso l’Ucraina” che ha generato una “pericolosa escalation”. Stiamo prendendo la questione con “grande serietà”, assicura la portavoce, “e per noi è una priorità in questo momento.

Il Consiglio nazionale ucraino di sicurezza e difesa si è riunito d’urgenza in piena notte a Kiev, con il presidente Petro Poroshenko, per chiedere al Parlamento di dichiarare la legge marziale. Le forze armate russe hanno confermato l’incidente di ieri, in cui sono stati sparati colpi di cannone, sono stati feriti alcuni marinai ucraini e anche il sequestro di tre navi ucraine da parte della Russia: si tratta di due unità militari cannoniere e un rimorchiatore.

Durante la notte è scoppiata la protesta a Kiev e alcune auto sono state incendiate davanti all’ambasciata russa. Poroshenko, ha precisato che la legge marziale non significa “una dichiarazione di guerra”. “L’Ucraina non ha in programma di fare la guerra a nessuno”, ha assicurato il presidente, definendo l’incidente di ieri “non provocato e folle”. Il ministero della difesa ha però reso noto di aver diramato l’ordine di mettere le forze armate in stato di allerta operativa.

Russia e Ucraina da ieri si stanno scambiando accuse di aver provocato la crisi, nella quale sono stati sparati dei colpi, che hanno provocato il ferimento di alcuni marinai ucraini, è stato speronato un rimorchiatore ucraino che stava trainando due unità militari della Marina di Kiev attraverso lo stretto di Kerch, che divide il Mar Nero dal Mare di Azov, e la penisola di Crimea a est dal territorio continentale della Federazione russa.

Una violazione delle acque territoriali russe, secondo Mosca; un’aggressione non provocata secondo Kiev, che afferma di aver avvertito preventivamente la Russia del passaggio. Si tratta si una delle escalation più gravi fra i due Paesi vicini dopo l’annessione della Crimea alla Russia nel 2014.