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Il bilancio delle vittime degli attacchi di Pasqua in Sri Lanka sale a 359 morti. A renderlo noto è la polizia, aggiungendo che altri 18 sospetti sono stati arrestati nella notte, facendo salire così a 58 le persone detenute perché collegate con gli attentati.

Erano sette gli attentatori kamikaze che a Pasqua hanno compiuto la strage nello Sri Lanka, in Asia meridionale, costata la vita a oltre 350 persone: lo ha reso noto un funzionario del governo che si occupa delle indagini forensi degli attacchi.

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Il funzionario, Ariyananda Welianga, ha aggiunto che gran parte degli otto attentati sono stati realizzati da una persona ciascuno, mentre in almeno un attacco – quello all’hotel Shangri-La di Colombo – gli attentatori erano due.

Otto esplosioni ieri, nel giorno di Pasqua, hanno colpito chiese e hotel, tra la capitale Colombo e un’altra città del Paese, facendo almeno 359 morti e circa 500 feriti, secondo un bilancio provvisorio. Tra le vittime e feriti ci sono circa 35 stranieri. Fra questi cittadini americani, britannici, olandesi, indiani, turchi, un cinese, un giapponese e un portoghese.

L’ottava esplosione negli attacchi terroristici che hanno colpito lo Sri Lanka è stata effettuata da un kamikaze che ha ucciso tre poliziotti intervenuti per dei controlli su sospetti dopo i primi attentati, ha riferito una fonte della polizia all’agenzia di stampa Afp citata da Al Jazeera.

Sono 24 al momento le persone sospette arrestate nell’ambito delle indagini sugli attentati di ieri nello Sri Lanka: lo riporta la Bbc online, che cita la polizia. Al momento non è chiaro a quale fazione appartengano i kamikaze. Appare certo l’odio verso i Cristiani e i Cattolici, colpiti nel giorno più importante della religione.

I gruppi musulmani condannano gli attacchi
Due gruppi musulmani dello Sri Lanka, citati da Al Jazeera, hanno condannato gli attacchi alle chiese e agli hotel del paese la domenica di Pasqua, provocando la morte di quasi 300 persone.

Il Consiglio musulmano dello Sri Lanka ha detto che piange la perdita di persone innocenti nelle esplosioni da parte di elementi violenti che cercano di dividere gruppi religiosi ed etnici.

Ci sarebbero i jihadisti dietro le stragi. L’Isis ha festeggiato. Gli investigatori stanno indagando sui gruppi locali legati al Califfato che hanno preso piede nell’isola cingalese.  

Intanto, la polizia dello Sri Lanka rende noto che le indagini sugli attentati di domenica esamineranno i rapporti secondo i quali la comunità dell’intelligence avrebbe fallito nel rilevare o mettere in guardia preventivamente contro possibili attacchi suicidi.

Due ministri del governo cingalese hanno menzionato i fallimenti dell’intelligence. Il portavoce della polizia Ruwan Gunasekara ha detto oggi che il Dipartimento d’investigazione criminale sta indagando sulle esplosioni ed esaminerà i rapporti.