Terrorismo, Trump annuncia la bufala del secolo: “Ucciso al-Baghdadi”

Il califfo a capo dell'Isis, secondo il presidente Usa si sarebbe fatto esplodere in aria con la famiglia. Ma sono molti i dubbi. Tre califfi "uccisi" in tre vigilie elettorali

Carlomagno campagna Jeep Cherokee Novembre 2019
Abu Bakr al-Baghdadi

Il leader dell’Isis Abu Nakr al-Baghdadi si sarebbe ucciso in Siria dopo presunte pressioni di un raid militare americano nel nord est della Siria. Ad annunciarlo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il califfo, secondo quanto detto dal presidente Usa, era in Siria, al confine con la Turchia insieme alla sua famiglia.

Al-Baghdadi si sarebbe fatto saltare in aria con una cintura esplosiva e ha ucciso tre dei suoi figli che erano con lui, annuncia Trump, che ha riferito di aver visto “in diretta” il blitz contro al Baghdadi nella Situation Room della Casa Bianca.

Il leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi, ha detto ancora Trump, “era un uomo malato e depravato, violento ed è morto come un codardo, come un cane, correndo e piangendo”, evidenzia il tycoon aggiungendo che “ora il mondo è un posto più sicuro”.

“Questo raid è stato impeccabile ed è stato reso possibile grazie all’aiuto della Russia, Siria, Turchia e Iraq e anche dei curdi siriani. Tutti ci hanno dato informazioni utili, soprattutto i curdi. E la Turchia era a conoscenza dell’operazione”.

“Il leader dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi è stato in fuga per anni ma sotto la mia direzione abbiamo distrutto il suo Califfato. Continueremo a perseguire i terroristi. I terroristi non devono mai dormire tranquilli perché devono sapere che noi siamo qui per catturarli e ucciderli. Non possono sfuggire al loro destino né al giudizio finale di Dio”. Per accertare se sia o meno il califfo ora c’è solo la prova del Dna.

I dubbi sull’uccisione di al-Baghdadi
Ma sono in molti a non credere nell’annuncio di Trump. Al-Baghdadi è stato dato per morto dagli Usa almeno una decina di volte, come fu per Osama bin Laden, poi dato per morto in circostanze molto misteriose che nessuno ha mai saputo. L’unica presunta testimonianza era stata una clip con riprese da lontano che mostrava un corpo coperto essere lanciato in mare da una nave Usa.

Cosa ci facesse al Baghdadi lontanissimo dal suo Iraq, non è ancora dato sapere dal momento che il califfo era l’uomo più ricercato del pianeta e non era solito fare il “turista”. Non solo: il califfo era facilmente riconoscibile in particolare in un’area sensibilissima come quella al confine siriano con la Turchia dove ci sono le forze militari turche, a meno di una missione suicida; alcuni osservatori sul web negano questa ipotesi. Il califfo era molto lucido e manteneva stretto il comando dei suoi miliziani terroristi islamici. Gli Usa lo avevano dato per morto altre volte, e per tutti i casi sono poi spuntati fuori audio-video in cui il califfo smentiva pubblicamente il Pentagono.

C’è chi fa notare che tre leader del terrorismo islamico, al-Zarqawi, bin Laden, e ora al-Baghdadi sono stati dati per morti alla vigilia di importanti elezioni presidenziali Usa, ossia da Bush, Obama e ora Trump. Se per una volta può apparire una coincidenza, per tre volte sembra una consuetudine di voler mettere il “sigillo” di buona amministrazione in politica estera, sopratutto dopo il massacro dell’11 Settembre. Il terrorismo islamico viene infatti percepito dagli americani come un grande nemico e come una priorità da affrontare.

Se è vero che esultano paesi arabi, turchi, curdi, russi e tutto l’occidente è anche vero che la trasparenza di queste operazioni a cui gli Usa ci hanno abituato, lasciano più di qualche perplessità, non fosse per la propaganda pre-elettorale (tra qualche mese negli Stati uniti si rivota per le presidenziali).

Lo chiamano il califfo dalle sette vite. Abu Bakr al-Baghdadi nel 2002 era stato imprigionato dagli Stati Uniti in Iraq durante la seconda invasione degli Usa nel paese mediorientale che fu d Saddam Hussein. Rilasciato dopo due anni, il Pentagono giustificò la sua liberazione perché era “terrorista di scarso spessore e pericolosità”. Nel 2014 venne proclamato Califfo dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isil), una variante di Isis, ed entrambe accomunate in Daesh.

Il ministero della difesa turco fa sapere, tramite l’agenzia di stampa Anadolu, che “la Turchia ha scambiato informazioni e si è coordinata con gli Stati Uniti prima dell’operazione americana per uccidere il capo dell’Isis nel nord della Siria”.

Insomma, il Califfo secondo Gli Stati Uniti ora è morto, domani tutta la stampa mondiale darà ampio spazio alll’incursione Usa in Siria e tutto il mondo sarà più al sicuro, mentre il tycoon spera con questa mossa di incassare credito interno per riconquistare la Casa Bianca nel 2020.