Esplosioni a Beirut, monta la rabbia ed è guerriglia: feriti e arresti

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Grande manifestazione antigovernativa a Beirut in segno di protesta dopo le esplosioni che hanno devastato l’area del porto della città. Gruppi di manifestanti hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza a Beirut per cercare di raggiungere la sede del Parlamento, non lontano dalla Piazza dei Martiri, dove si svolge la manifestazione contro la classe politica libanese.

Nella notte tra giovedì e venerdì una ventina di manifestanti erano stati arrestati sempre davanti al Parlamento durante scontri con la polizia. Almeno 109 manifestanti sono rimasti feriti quando reparti dell’esercito sono intervenuti per disperdere un corteo che da Piazza dei Martiri cercava di dirigersi verso la sede del Parlamento. I militari hanno sparato gas lacrimogeni e pallottole di gomma per disperdere la folla. Una parte dei manifestanti si è riparata dietro un muretto di pietra accanto alla Moschea al Amin, nella Piazza dei Martiri, gridando: “Rivolta! Rivolta!”. Secondo la Croce Rossa libanese – riporta The Daily Star – i feriti negli scontri di oggi pomeriggio sono 109: 22 sono stati portati in ospedale, mentre 87 sono stati curati in loco.

E’ stata assaltata la sede del ministero degli esteri. Alcuni manifestanti hanno rimosso la foto del presidente della Repubblica Michel Aoun e l’hanno distrutta gettandola a terra. Le immagini in diretta di questo assalto provengono dalla tv libanese al Jadid che trasmette in diretta. “Vai via! Vai via!”, gridano gli assalitori riferendosi al capo dello Stato. Il premier Diab Il premier libanese Hassan Diab ha invitato i partiti politici a risolvere la crisi del paese in due mesi altrimenti ci saranno le elezioni anticipate. Lo ha detto lui stesso in un discorso tv trasmesso in diretta. Il premier non si è dimesso ma ha dato così un ultimatum politico: “Ora è il momento della responsabilità collettiva. Vogliamo una soluzione per tutti i libanesi”.

Seguaci di Hezbollah sono scesi in strada nel centro di Beirut, dal vicino quartiere di Zoqaq al Blatt, per protestare contro i manifestanti anti-governativi che hanno esposto manichini del leader del movimento sciita, Hasan Nasrallah. L’esercito libanese si è frapposto e per ora ha respinto l’assalto dei seguaci di Hezbollah sul Ring, la sopraelevata che si affaccia su Piazza dei Martiri. Qui, le forze dell’ordine si stanno scontrando con manifestanti antigovernativi, sparando pallottole di gomma e gas lacrimogeni.

I media libanesi riferiscono che la rete Internet è stata interrotta poco fa nella zona del centro di Beirut, dove sono in corso proteste anti-governative e incidenti tra manifestanti e forze dell’ordine. Non si conoscono le cause dell’interruzione di Internet. Già nelle scorse settimane vi erano state interruzioni delle comunicazioni telefoniche nella zona dovute a malfunzionamenti tecnici. Ma i media ipotizzano che l’interruzione odierna sia stata decisa dalle autorità per limitare la capacità dei manifestanti di comunicare via Internet tra loro e diffondere immagini delle violenze in corso.

Sono 154 i morti per la gigantesca esplosione che ha devastato martedì interi quartieri di Beirut, secondo un nuovo bilancio fornito oggi dal ministero della Sanità. I feriti sono circa 5.000, di cui 120 in condizioni critiche.

Ci sono ancora almeno 10 dispersi nel porto di Beirut, il luogo dell’esplosione di martedì. “Stiamo trovando brandelli di corpi, ma speriamo ancora di trovare superstiti”, ha detto all’Ansa il generale Jean Nohra, responsabile dell esercito libanese per le operazioni di soccorso. In precedenza il ministero della Sanità aveva reso noto che era di 60 il numero complessivo dei dispersi in tutte le aree colpite, compreso dunque il porto e i quartieri devastati dall’esplosione.

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