Tar di Strasburgo boccia l’obbligo di Mascherina all’aperto: “Vìola la libertà personale e di circolazione”

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L’obbligo indiscriminato di indossare la mascherina all’aperto è già stato bocciato dai tribunali stranieri. E’ il caso del Tar di Strasburgo che, nei giorni scorsi, ha bocciato il decreto del prefetto del Basso Reno che ha imposto a Strasburgo e altri 12 Comuni del dipartimento l’uso obbligatorio della mascherina anche all’aperto.

Nelle sue motivazioni, il Tar ha sostenuto che il provvedimento deve essere rimodulato e differenziato, in quanto l’obbligo generalizzato di indossare le mascherine sempre e ovunque per tutti è “una grave violazione della libertà personale e di circolazione”.

Il Tar ha poi sottolineato come il nuovo provvedimento del prefetto dovrà escludere i Comuni e le fasce orarie che non sono caratterizzate “da una forte densità di popolazione” o da “circostanze locali suscettibili di favorire la diffusione” del coronavirus. La decisione in piena pandemia di coronavirus è destinata a fare giurisprudenza: analoghi ricorsi contro l’obbligo della mascherina all’aperto sono stati presentati da avvocati a nome di associazioni e semplici cittadini a Parigi, Lione e Nizza.

Intanto, sarà depositato a breve dinanzi al Tar del Lazio il ricorso del Codacons contro l’ordinanza della Regione Lazio che impone in modo indiscriminato l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, ricorso che vede già un primo firmatario illustre: il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Tutti i cittadini possono aderire al ricorso collettivo, seguendo le istruzioni pubblicate sul sito www.codacons.it.

Battaglie vinte contro i vaccini obbligatori
Già nei giorni scorsi il Tar del Lazio aveva annullato l’ordinanza del presidente Zingaretti che imponeva il vaccino obbligatorio per i cittadini di età superiore ai 65 anni. Il tribunale amministrativo ha accolto le tesi sostenute dal Codacons che, come noto, aveva avviato la battaglia legale contro la Regione Lazio per l’obbligo vaccinale.

“Il Tar ha confermato le tesi sostenute nei nostri ricorsi e, giustamente, ha annullato l’ordinanza regionale – afferma il presidente Carlo Rienzi – L’obbligo imposto dalla Regione era palesemente abnorme e discriminatorio, perché imponeva solo ai cittadini residenti nel Lazio di sottoporsi al vaccino, mentre le regioni confinanti non prevedevano alcun obbligo in tal senso. Veniva inoltre prevista una punizione per chi non si accettava la vaccinazione, come l’esclusione dai centri sociali”.

Con tale decisione il Tar ha confermato che, in materia di sanità, le regioni non possono procedere in ordine sparso, perché la competenza spetta allo Stato che deve attuare misure omogenee su tutto il territorio. La vaccinazione per determinate categorie di cittadini è uno strumento utile, ma deve essere consigliata e non obbligatoria – conclude il Codacons.

Stessa bocciatura nei giorni scorsi per l’ordinanza della presidente della Regione Calabria Jole Santelli che voleva imporre indiscriminatamente l’obbligo vaccinale per gli over 65 e per tutti gli operatori sanitari. Il Tar della Calabria ha accolto il ricorso presentato da alcuni ricorrenti.

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