Attacco terroristico a Vienna, l’Isis rivendica. Attentatore era un 20enne radicalizzato

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

L’Isis ha rivendicato l’attacco di ieri sera a Vienna tramite “Amaq”, uno dei suoi organi di propaganda. Lo ha riferito l’emittente “Sky News Arabia”.

Nella rivendicazione si precisa che Abu Dujana al-Albani, alias “Kartin”, (20 anni di nazionalità macedone) è stato il “soldato del califfato” che ha eseguito l’attacco nella capitale austriaca con fucile, pistole e coltelli.

‘Amaq’ ha diffuso anche una foto dell’attentatore di Vienna, che – secondo Rita Katz, direttrice di ‘Site’, sito che monitora l’universo jihadista – corrisponde a quella di un uomo apparso in un’altra foto diffusa sui social subito dopo l’attacco. Su ‘Site’ si legge che l’attacco è stato compito perché “l’Austria fa parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti”.

Il ragazzo, neutralizzato dalla Polizia austriaca, aveva 20 anni, ed era originario della Macedonia del nord. Aveva precedenti penali per associazione di stampo terroristico, rende noto l’Apa, l’agenzia di stampa austriaca, che cita il ministro dell’Interno Karl Nehammer. Oltre alla cittadinanza austriaca aveva anche quella della Macedonia del nord, ha aggiunto. Il giovane sarebbe entrato in azione da solo. Non avrebbe avuto complici, secondo i media austriaci.

Avrebbe agito con un fucile automatico, una pistola e un machete nel “vile attacco contro cittadini innocenti”, ha detto il ministro dell’interno. La cintura esplosiva che indossava è invece risultata falsa.

Nel 2019 era stato condannato a 22 mesi di carcere perché aveva tentato di partire per la Siria e di unirsi all’Isis. Lo rendono noto i media austriaci. Una volta raggiunta la Turchia però era stato arrestato dalle autorità, gli era stato impedito di attraversare il confine con la Siria, era stato trattenuto e rimandato in Austria. Era stato rilasciato il 5 dicembre dello scorso anno, ha reso noto il ministro dell’Interno austriaco, Karl Nehammer.

“Veniva da una famiglia perfettamente normale. Per me ha avuto la sfortuna di essere capitato sugli amici sbagliati. Se non fosse andato in moschea, ma alla boxe, sarebbe diventato un pugile”. Così l’avvocato viennese Nikolaus Rast – citato dal Kurier – si è riferito all’attentatore di Vienna: “Non avrei mai pensato che sarebbe stato possibile per lui diventare un assassino”, ha aggiunto il legale, che aveva rappresentato il ragazzo in un’udienza presso il Tribunale regionale di Vienna.

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