Violento terremoto ad Haiti, migliaia di morti, feriti e dispersi

E' salito ad almeno 2.189 morti, 12 mila feriti e 332 dispersi il bilancio del potente sisma di magnitudo 7.2 che ha colpito Haiti cinque giorni fa. Aiuti presi d'assalto da bande armate. Si scava a oltranza per salvare chi è ancora vivo sotto le macerie

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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E’ salito ad almeno 2.189 morti, 12 mila feriti e 332 dispersi il bilancio del violento terremoto che ha colpito Haiti cinque giorni fa. Lo ha reso noto ieri sera la Protezione civile locale. “Le operazioni di salvataggio stanno continuando”, ha aggiunto la fonte.

Ma il sudovest del Paese caraibico è in preda al caos, con le vittime del terremoto che devono fare i conti anche col maltempo innescato dal passaggio dell’uragano Grace.

“Abbiamo circa 600.000 persone direttamente colpite e che necessitano di assistenza umanitaria immediata”, ha affermato Jerry Chandler, direttore della Protezione civile haitiana.

Ad Haiti la situazione è disastrosa dopo il sisma: persino gli aiuti umanitari sono dirottati dalle bande armate che ne assumono il controllo. Un inferno nell’inferno haitiano che dallo scorso mese piange il presidente Jovenel Moïse, ucciso in un agguato, e da qualche giorno sta affrontando una nuova emergenza umanitaria dopo il terremoto di magnitudo 7,2 della scala Richter che finora ha ucciso, appunto, 2.189 persone con migliaia di feriti, secondo le autorità haitiane.

Il bilancio è provvisorio e mentre si cerca di fare il possibile per salvare vite, anche la tempesta tropicale Grace che, sebbene abbia perso potenza trasformandosi in depressione tropicale, minaccia venti e piogge battenti.

Il primo ministro Ariel Henry, che ha decretato tre giorni di lutto nazionale in ricordo delle vittime del terremoto, ha dichiarato lo stato d’emergenza che resterà in vigore per un mese in un paese già gravemente provato da una profonda crisi civile e politica culminata con l’uccisione di Moïse.

Le province più martoriate dal sisma sono Nippes e Grand’Anse, che ospitano il 16% del totale della popolazione haitiana. Nonostante gli aiuti umanitari, inviati da più parti e destinati alla popolazione, l’azione di bande armate che controllano l’unico passaggio a Martissant, che collega la capitale alle zone terremotate, sta creando numerosi disagi.

L’Unicef invoca l’apertura di un corridoio umanitario che permetta l’affluenza in sicurezza di aiuti alimentari e sanitari attesi dalla popolazione. “Speriamo davvero – ha sottolineato il responsabile dell’Ente locale Bruno Maes – che i gruppi armati permettano a questi aiuti umanitari di raggiungere le persone il prima possibile”.

Un team di esperti, composto da personale sanitario, ingegneri strutturali, tecnici e logisti provenienti da sei paesi dell’Unione Europea, raggiungerà Haiti nelle prossime ore. In partenza anche un medico italiano, specialista in maxi emergenze, nel gruppo, attivato nell’ambito del Meccanismo di Protezione Civile europeo, su richiesta delle autorità locali. Compito degli esperti europei sarà garantire il necessario supporto alle autorità haitiane nella valutazione delle priorità e nel coordinamento delle operazioni di soccorso e gestione dell’emergenza.

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