15 Aprile 2024

Vertice Russia-Africa, Putin spiazza l’Occidente e rafforza l’asse dei BRICS

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E’ iniziato a San Pietroburgo l’atteso vertice Russia-Africa. Al centro dei colloqui con i leader africani una maggiore e più incisiva cooperazione tra la Federazione russa e il continente nero, che entra così a pieno titolo nell’alleanza dei BRICS sganciandosi dal colonialismo occidentale.

“La Russia sta facendo tutto il possibile per evitare una crisi alimentare globale”, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin ai capi di stato e ai delegati dei paesi africani presenti al vertice Russia-Africa di San Pietroburgo. Un’evento di due giorni durante il quale Putin cercherà di rafforzare i legami di Mosca con i governi del continente, in cui l’influenza russa è già piuttosto presente.

Putin ha incolpato l’Occidente per il fallimento dell’accordo sui cereali del mar Nero, vitale per la sicurezza alimentare di molte nazioni africane. Il patto consentiva all’Ucraina di esportare grano senza temere attacchi. E’ rimasto in vigore per un anno, fino a quando la Russia si è ritirata denunciando il mancato rispetto dei patti da parte dell’Occidente.

“La Russia ha accettato di prendere parte a questo cosiddetto accordo, considerando anche gli obblighi in esso contenuti che prevedevano la rimozione degli ostacoli alla fornitura dei nostri cereali e fertilizzanti ai mercati mondiali. E voglio dirvi che questa è assistenza ai Paesi più poveri. In realtà, queste promesse non sono state rispettate”. ha dichiarato Putin.

Il grano in regalo
Putin nei giorni scorsi si è offerto di fornire grano gratis ai Paesi africani più vulnerabili. La Russia intende inviare fino a 50mila tonnellate di grano a Burkina Faso, Zimbabwe, Mali, Somalia, Eritrea e Repubblica Centrafricana nei prossimi tre o quattro mesi. L’accordo del grano ucraino è stato sospeso da Mosca perché i cereali esportati arrivavano in larga parte ai paesi occidentali mentre ai paesi africani in grave difficoltà alimentare arrivavano le briciole. La mossa di Putin è stata giustificata per impedire “una crisi alimentare globale”.

Senza fare riferimento diretto alla promessa del presidente russo, il Segretario Generale delle Nazioni unite Antonio Guterres, citato dalle agenzie, ha preso di mira giovedì le donazioni di grano ai Paesi in via di sviluppo, affermando che non possono compensare l’impatto globale del taglio delle esportazioni di grano ucraino da parte di Mosca.

Il capo dell’Onu ha dichiarato che le Nazioni Unite sono in contatto con la Turchia, l’Ucraina, la Russia e altri Paesi per cercare di ristabilire l’accordo che ha visto l’Ucraina esportare oltre 32mila tonnellate di grano, consentendo ai prezzi alimentari globali di scendere in modo significativo.

Guterres ha dichiarato che l’eliminazione di milioni di tonnellate di grano ucraino dal mercato globale porterà a un aumento dei prezzi, che “sarà pagato da tutti, ovunque, e in particolare dai Paesi in via di sviluppo e dalle persone vulnerabili nei Paesi a medio reddito e anche in quelli sviluppati”. E ha aggiunto: “Quindi, non è con una manciata di donazioni ad alcuni Paesi che correggeremo questo impatto drammatico che colpisce tutti, ovunque”, ha detto Guterres.

Un blocco strategico
La promessa di esportazioni di prodotti alimentari russi in Africa è fondamentale per l’obiettivo dichiarato di Putin di utilizzare il vertice di San Pietroburgo per rafforzare i legami con un continente di 1,3 miliardi di persone che si sta affermando sempre più sulla scena globale.

Le 54 nazioni africane costituiscono il più grande blocco di voto alle Nazioni Unite. Un blocco che fa ora “paura” a quello Usa, GB e Unione europea.


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