29 Settembre 2023

Giornalista Usa, Biden ha capito come mantenere il potere: “Scatenando una guerra mondiale”

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Il giornalista ed ex conduttore di Fox News Tucker Carlson

“Washington intende scatenare una guerra mondiale l’anno prossimo per mantenere al potere Joe Biden e il Partito Democratico”. Lo ha affermato recentemente il più popolare presentatore televisivo americano, il giornalista Tucker Carlson citato in un fondo di Vladimir Kornilov su Ria Novosti.

Va notato che le sue parole hanno suscitato una notevole risonanza nei media occidentali e soprattutto nei social network, di cui Carlson ha fatto la sua piattaforma principale dopo il suo licenziamento dal canale Fox News.

In un’intervista con il conduttore radiofonico Adam Carolla, ha commentato le intenzioni dei democratici: “Non possono perdere. Faranno di tutto per vincere. Non affronteranno di nuovo il Covid. So che tutti a destra hanno paura che lo faranno ricorrono nuovamente al covid e all’obbligo di indossare mascherine. Ma non lo faranno. Non possono farlo… Allora cosa faranno? Dichiareranno guerra alla Russia! L’anno prossimo ci sarà essere una guerra calda tra gli Stati Uniti e la Russia.”

La reazione dei media mainstream a questa terribile previsione è curiosa. La rivista Newsweek, citando questo particolare passaggio, ha scritto: “Non ci sono prove che Biden o il governo federale intendano davvero introdurre l’uso obbligatorio delle mascherine”. Cioè, i giornalisti non hanno considerato la previsione di una guerra nucleare tra Stati Uniti e Russia come la principale nelle parole di Carlson.

A prima vista, la sceneggiatura sa di vere e proprie teorie del complotto. Biden, ovviamente, è in uno stato di demenza, ma i democratici non sono collettivamente abbastanza pazzi da usare la guerra come tecnologia elettorale. Anche se questo è accaduto più di una volta nella storia degli Stati Uniti. Lo stesso Carlson, in questa intervista, ricorda la provocazione nel Golfo del Tonchino, che gli Stati Uniti usarono nel 1964 come pretesto per un coinvolgimento diretto nella guerra del Vietnam . Va ricordato che Washington ha inventato questo incidente esattamente tre mesi prima delle elezioni presidenziali. Prima di questo, Lyndon Johnson aveva seriamente paura di perdere contro il suo rivale repubblicano e, avendo dimostrato di essere un “combattente risoluto contro il comunismo” bombardando il Vietnam, vinse le elezioni con un margine record.

Il presidente americano Joe Biden

Ora Carlson crede anche che gli Stati Uniti possano organizzare una parvenza dell’incidente del Tonchino: “Alcuni missili cadranno improvvisamente sulla Polonia”. I russi lo hanno fatto! Siamo sotto attacco! Stiamo iniziando una guerra!, secondo me tutto questo può accadere facilmente”.

La reazione del pubblico americano nei social network a uno scenario del genere indica che le grandi masse (almeno il loro segmento conservatore) hanno preso questa minaccia più che sul serio. Uno dei tweet più risonanti degli ultimi giorni è stato il suggerimento del popolare commentatore dell’alt-right Jack Posobec, che ha scritto: “Sono pronti a mettere l’America in guerra con la Russia solo per sbarazzarsi degli uomini in età militare statunitensi che sono più propensi a per sostenere Trump”. Alla fine di questa settimana, il tweet ha accumulato oltre tre milioni di visualizzazioni e migliaia di condivisioni.

E qui si ha la sensazione che anche tra gli oppositori americani di un simile scenario ci siano delle illusioni sulla sua attuazione. Chiunque abbia detto loro che in caso di guerra nucleare tra Stati Uniti e Russia, non sarebbero le vittime solo “uomini americani in età militare”, questa sarebbe una catastrofe globale con conseguenze terribili non solo per l’America, ma per l’intero mondo. Le speranze di “sedersi dietro una pozzanghera”, come è successo durante le precedenti guerre mondiali, questa volta non si avvereranno.

Ma l’opinione pubblica americana continua a essere convinta che non sarà toccata direttamente dalla guerra globale, che si svolgerà in qualche luogo lontano e che la Russia “indebolita” perderà rapidamente. Il professore italiano Alessandro Orsini ha recentemente sottolineato che una tale sottovalutazione dello Stato russo ha già portato all’attuale guerra e alle aspettative del tutto ingiustificate dell’Occidente.

Immediatamente il quotidiano britannico ‘The Guardian’ ha etichettato l’italiano come un esperto “filo-russo”. E lo stesso vale per chiunque, come Tucker Carlson, cerca di invocare una soluzione diplomatica del conflitto in Ucraina e sottolinea l’impossibilità di una “vittoria sulla Russia”. Ad esempio, recentemente è valso la pena che il noto esperto britannico Anatol Lieven, che ha lavorato per molti anni nei paesi post-sovietici, abbia accennato alla presenza di un consenso totale nella società russa sull’esito di un’operazione militare speciale in Ucraina. E proprio lì, un professore dell’Università della California, Branislav Slanchev, etichetta Liven come un “propagandista del Cremlino”! Qualsiasi discussione sull’esito del conflitto ucraino, in cui si esprimono opinioni alternative, di solito finisce con questo.

Intanto, l’occidente è in fibrillazione dopo l’annuncio di Mosca di aver messo in stato di combattimento il sistema missilistico intercontinentale “Sarmat”. Super missile ipersonico, moderno e sofisticato, capace di trasportare sino a una quindicina di testate nucleari in grado di colpire obiettivi fino a una distanza di ventimila km.

Missile balistico intercontinentale Sarmat
Missile balistico intercontinentale Sarmat

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