Il Senato respinge la sfiducia al ministro Bonafede

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB
Alfonso Bonafede

L’Aula del Senato ha bocciato entrambe le mozioni di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, presentate dopo le rivelazioni choc del pm Nino Di Matteo per la mancata nomina al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria; nomina saltata perché il guardasigilli si sarebbe fatto influenzare dalle voci captate in carcere ad alcuni boss della mafia che lo temevano. Bonafede, sotto attacco politico, si è sempre difeso affermando che non c’era stato alcun condizionamento.

Per quanto riguarda la mozione presentata dal Centrodestra i voti a favore sono stati 131, 160 i contrari, un astenuto. Mentre per la mozione presentata da +Europa i contrati sono stati 158 no, i sì 124 sì, 19 astenuti. Determinanti i renziani che hanno votato contro.

“Sono soddisfatto, ora al lavoro”, ha commentato il ministro Bonafede. “Ho sempre rigettato l’idea di una giustizia divisa tra giustizialismo e garantismo – ha aggiunto – . La stella polare è la Costituzione. L’importante è che maggioranza abbia trovato sintesi”.

Emma Bonino di +Europa attacca: ‘E’ il ministro del sospetto, non giova all’Italia’. E da Twitter Matteo Orfini: ‘No alla sfiducia ma la gestione è pessima’. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi sottoliena: ‘E’ l’intervento tra i più difficili della mia vita’. Il segretario della lega Matteo Salvini: ‘Voteremo anche la mozione Bonino’. Bonafede nel suo intervento: ‘Sulla vicenda Di Matteo sgomberati gli pseudo dubbi’. Matteo Renzi: ‘Votiamo no, rifiutare cultura del sospetto’.

La vicenda che riguarda Nino Di Matteo “è stata ormai a dir poco sviscerata in ogni sua parte”. E “sono stati ampiamente sgomberati tutti gli pseudo-dubbi”. Lo ha detto al Senato il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ribadendo che la scelta del capo del Dap fu discrezionale. Sulla scelta del capo del Dap che portò il ministro della Giustizia a scegliere Francesco Basentini invece di Nino Di Matteo non ci fu “nessun condizionamento. Non sono più disposto a tollerare alcuna allusione o ridicola illazione”. “E’ totalmente falsa l’immagine di un governo che avrebbe spalancato le porte delle carceri addirittura per i detenuti più pericolosi”, ha sottolineato Bonafede. I giudici che hanno scarcerato i detenuti in questi ultimi mesi lo hanno fatto in base a leggi “in vigore da 50 anni e che nessuno aveva mai cambiato”.

“La Lega voterà anche la mozione di sfiducia di Più Europa. Serve un ministro della giustizia che sia in grado di gestire le carceri, che assicuri che i boss non escano di galera, che ci sia certezza della pena”, aveva annunciato il segretario della Lega Matteo Salvini.

“Sulla mozione della Bonino, ci sono degli elementi che non condivido, né utilizzerò i voti di Fratelli d’Italia per far alzare la posta a Renzi. Noi votiamo alla seconda chiama, vediamo prima se l’ha votata Renzi”, ha affermato Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

“Caro Matteo Renzi oggi hai la possibilità di essere coerente. Vota la mozione Azione-Più Europa di sfiducia a Bonafede. Non si può andare avanti a giravolte e penultimatum mentre l’Italia affonda. L’ora delle chiacchiere è finita. Coraggio”, aveva scritto su twitter Carlo Calenda, di “Azione”.

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