1 Ottobre 2022

Italicum, anche Civati invoca il referendum: "Via i capilista"

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Cuperlo Renzi e Civati ai tempi delle primarie nel Pd
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Ha appena abbandonato il Pd con l’intenzione di restare in Parlamento per battersi per una “Sinistra vera”. Pippo Civati, ex dem passato al misto non perde tempo e annuncia un referendum per eliminare i capilista dalla facoltà di nomina da parte delle segreterie dei partiti, cosi come prevede l’Italicum, pomo della discordia per la minoranza dem di cui faceva parte Civati e tra i motivi per cui il parlamentare ha lasciato il partito in dissenso con il premier – segretario Matteo Renzi.

“Domani – afferma – presentiamo la proposta referendaria per togliere i nominati dalle liste dell’Italicum. Sarà contento chi come Prodi dichiara che sono preoccupanti, come lo sono le pluricandidature (cioè un leader di partito può candidarsi in collegi, ndr). La nostra proposta – spiega Civati – è aperta al contributo di altri. Quello che non ha potuto fare il Parlamento, lo faranno i cittadini”.

La scorsa settimana anche Davide Toninelli del M5S aveva annunciato un referendum per abrogare la riforma elettorale. D’accordi con il grillino anche Sel, Lega e Fi e altre sigle.

L’ex premier Romano Prodi interviene sul punto per dire che “sull’Italicum ho sempre preferito non pronunciarmi. Ci sono aspetti che turbano, come i 100 capolista e soprattutto la pluralità di candidature, per cui alla fine si viene a gestire dall’alto un numero rilevantissimo di parlamentari.

Questi rilievi – ha spiegato l’ex commissario Ue – sono rilievi oggettivi su di un meccanismo che può produrre problemi. Però non voglio dare un giudizio complessivo su questa legge, per non contraddirmi rispetto a quello che ho detto: sono fuori quindi è bene che abbia un minimo di prudenza”.

La riforma dell’Italicum è passata definitivamente la scorsa settimana alla Camera in un clima infuocato tra le stesse anime del Pd. Scontri accesi che non hanno comunque impedito a Matteo Renzi, Deus ex machina della legge, di portare a casa la riforma che “il paese attendeva da molti anni e di cui aveva bisogno”.

L’Italicum prevede solo cento capilista bloccati in altrettanti collegi. A differenza del “Porcellum” (legge varata dal governo Berlusconi nel 2005), dove i parlamentari erano tutti nominati, con la riforma renziana gli elettori potranno tornare a scegliersi i propri rappresentanti, ma tranne i capilista. I ribelli del Pd volevano una riforma radicale dove non vi fossero nominati, lasciando ai cittadini la facoltà di eleggere per intero il Parlamento italiano.


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