4 Dicembre 2021

Consulta, il patto Renzi-Grillo dà i suoi frutti. Eletti i 3 membri

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I giuristi Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti proposti dal Pd ed eletti in seno alla Consulta grazie all'intesa Pd-M5S (Ansa)
I giuristi Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti proposti dal Pd ed eletti in seno alla Consulta grazie all’intesa Pd-M5S (Ansa)

Alla trentunesima votazione si sblocca l’impasse delle Camere sulla Consulta. Fumata bianca, dunque, con l’elezione dei giudici mancanti per completare la rosa della Corte Costituzionale. Si tratta dei giuristi Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti. E l’impasse si sblocca – tra le ire degli azzurri – quando Matteo Renzi gela Forza Italia, dando il via libera ad un accordo che coinvolga M5S e centristi ma escluda Fi.

Sì alla terna proposta dal Pd dai deputati e dai senatori del movimento. A questo punto, in serata, Augusto Barbera ha ottenuto 581 voti, Franco Modugno 609 voti e Giulio Prosperetti 585 voti. Il quorum era di 571 voti.

Forza Italia va all’attacco: “Questo premier estende i suoi interventi ovunque e pone i suoi uomini dovunque mentre noi lasciavamo sempre una percentuale di nomine alle opposizioni, afferma Silvio Berlusconi alla presentazione del libro di Vespa. “Dico solo – aggiunge – che è molto grave che la Consulta non abbia al suo interno nemmeno un giudice che sia del centrodestra che oggi tra gli elettori è la componente più importate. E’una cosa grave”. “Se fossi presidente della Repubblica – ha detto sempre alla presntazione del libro di Vespa – scioglierei il Parlamento ed andrei alle elezioni”.

Soddisfazione di Grasso e Boldrini – “L’elezione dei nuovi giudici della Corte Costituzionale è motivo di profonda soddisfazione. A loro vanno i nostri più sentiti auguri di buon lavoro. Oggi, dopo aver preso atto di un risultato a lungo atteso e auspicato, sentiamo il dovere di invitare con ancora maggiore forza i Gruppi parlamentari ad una riflessione: è assolutamente indispensabile evitare che in futuro si creino situazioni di stallo così prolungate”. Così i presidenti Pietro Grasso e Laura Boldrini in una nota congiunta.

“La libera espressione delle posizioni politiche non deve mai arrivare a mettere a rischio il funzionamento delle istituzioni. Di questo – proseguono i presidenti di Senato e Camera – occorre che tutti siano perfettamente coscienti. Ci auguriamo che l’importante risultato odierno segni un progresso in termini di consapevolezza delle forze politiche e crei i presupposti per abbandonare in futuro, almeno sui temi istituzionali, rigidità eccessive, strumentalizzazioni e veti incrociati”.


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