Enrico Rossi vuole prendersi il Pd: Stop a renziani e anti Renzi

Carlomagno campagna novembre 2018
Enrico Rossi con Matteo Renzi
Enrico Rossi con Matteo Renzi

FIRENZE – Stop alla dicotomia Renziani e anti renziani. Dalle prossime primarie in poi potrebbero esserci i “rossiani” a porre fine alle divisioni interne ai dem. Il dirigente del Partito democratico e presidente della Regione Toscana,  Enrico Rossi intende infatti sfidare Matteo Renzi per la segreteria nazionale del del Pd.

“Stasera a Pontedera – spiega Rossi – che è casa mia, annuncio ufficialmente che mi candiderò alla segreteria nazionale del Pd e quindi lavorerò per raccogliere le firme necessarie per farlo”. “La mia sarà una candidatura – ha spiegato – alternativa a Renzi ma con l’ambizione di superare la dinamica tra renziani e antirenziani. Per questo mi definisco convintamente rossiano”. Le consultazioni potrebbero svolgersi prima del referendum di ottobre.

“Quello che mi sento di assicurare fin da ora è che non farò danni al Pd, perché penso che in un partito plurale come il nostro si possa esprimere le proprie opinioni anche senza dover poi portare via il pallone con il quale si gioca”, ha detto Enrico Rossi spiegando le ragioni della sua scelta di candidarsi alla segreteria del Pd, marcando una distanza da chi “come Alfredo D’Attorre ha invece detto che si prendono schiaffi ogni giorno”.

La sua candidatura alla guida del Pd ha l’obiettivo di “uscire dagli schemi attuali dell’essere con Renzi o anti-Renzi e di avere come interlocutore la sinistra del partito pur riconoscendo la spinta innovativa del premier”. “Credo che in un partito ci si debba stare anche rispettandone la disciplina – ha concluso – ed è per questo che dopo mesi di incontri e occasioni in cui ho espresso le mie idee ho sentito il dovere di candidarmi e di provare a superare certe divisioni mettendo in campo una proposta politica alternativa ma che non è contro nessuno”.