Il Parlamento approva il Def, Gentiloni supera la prova con Verdini

Carlomagno Panda Settembre 2018
La seduta in Senato per la votazione sul Def
La seduta in Senato per la votazione sul Def (Ansa)

Il Documento di economia e finanza (Def) è stato approvato oggi in Parlamento. Al Senato, 181 sì ai saldi e 164 alla risoluzione della maggioranza. Il testo passa anche alla Camera. “Un voto all’insegna di responsabilità e stabilità”, ha commentato il premier Paolo Gentiloni.

Al primo via libera ha contribuito anche il Mdp, che invece non ha votato il documento del governo sul Def malgrado l’apertura sul superticket del ministro Padoan. In entrambe le votazioni 12 senatori verdiniani di Ala hanno votato con la maggioranza. Via libera anche della Camera.

Alta tensione tra governo ed Mdp dopo lo strappo di ieri e le dimissioni del viceministro all’Interno Bubbico. Tanto che il premier ha fatto un appello: “Questo Governo e il Parlamento hanno una responsabilità: non dilapidare i risultati raggiunti e collaborare anche da punti di vista diversi per il bene comune”. Il premier, oggi ad Assisi, dopo aver sottolineato il miglioramento del quadro macroeconomico e della situazione occupazionale, ha aggiunto che si tratta di una responsabilità a cui la politica non si può sottrarre”.

In entrambe le votazioni, quella sullo scostamento e quella sulla nota di aggiornamento, 12 senatori di Ala hanno votato insieme alla maggioranza a favore di entrambe i documenti. Per l’occasione è tornato a Palazzo Madama, dopo molto tempo, anche Denis Verdini.

In assenza di Mdp, i voti di Ala e dei 6 che guardano a Giuliano Pisapia rischiano di essere determinanti per la maggioranza a Palazzo Madama. Nella prima votazione di oggi al Senato, quella sullo scostamento di bilancio, a 181 preferenze ci si è arrivati con 98 del Pd (il presidente Grasso non vota), 24 di Ap, 16 di Mdp, 12 di Ala (il gruppo è di 14), 3 di Gal (che sono D’Onghia, Naccarato, Villari), 12 del Misto e 16 del gruppo Autonomie. Anche il senatore M5s Nicola Morra ha votato sì ma, a sua stessa detta, “per errore materiale”.

Intanto, in mattinata Giuliano Pisapia torna a sostenere la linea del dialogo e va inoltre all’attacco: ‘D’Alema sa perfettamente che io sono a disposizione di un progetto unitario e invece lui continua a fare dichiarazioni che dividono. Lui era favorevole che oggi non si votasse lo scostamento di bilancio che avrebbe portato all’ aumento dell’Iva. Io e altri abbiamo voluto fare un percorso diverso. Io sono dell’idea che chi non ha obiettivi personali potrebbe fare un passo di fianco, bisogna esser in grado di unire. E vale per lui come per me’. “L’opinione di D’Alema sul Def – è la replica di Roberto Speranza – è in linea con le scelte assunte all’unanimità dai gruppi parlamentari”. “Ora – aggiunge – dobbiamo lavorare tutti insieme, superare ogni forma di personalismo e dare gambe a un progetto progressista che serve prima di tutto al Paese”.