Bankitalia, figuraccia di Renzi: Visco confermato dopo mozione Pd

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Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia a Roma
Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia a Roma

Figuraccia del Pd sulla querelle Banca d’Italia. Il governatore Ignazio Visco sulla graticola dopo la mozione del Pd anti-Visco, è stato riconfermato alla guida dell’istituto. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato venerdì il decreto di nomina al vertice di palazzo Koch, dopo la designazione da parte del Consiglio dei ministri.

Durante la riunione lampo nella quale è stato dato il via libera al nome Visco, i renziani Graziano Delrio, Maria Elena Boschi, Luca Lotti e Maurizio Martina non erano presenti. I ministri Lotti e Martina erano assenti per impegni pregressi. Boschi e Delrio perchè malati.

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I dem avevano predisposto una mozione, poi approvata in parlamento, finalizzata a sostituire Visco e “cambiare pagina” alla Banca d’Italia dopo che al governatore venne imputata la scarsa azione di vigilanza in seno all’istituto. Ma la prerogativa della nomina è esclusivamente del capo dello Stato su designazione del premier.

E’ stato, dunque, il ministro Dario Franceschini a intervenire per dire: siamo in una situazione talmente complicata che propongo di accogliere la proposta del presidente senza aprire un dibattito. Ma al termine del Cdm gli altri ministri del Pd (con Franceschini, anche Andrea Orlando, Anna Finocchiaro, Roberta Pinotti e Marco Minniti) si sono fermati a lungo a discutere tra loro ed è emerso un forte disappunto per la scelta dei ministri renziani Martina, Lotti e Delrio oltre che della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi – sia pure spiegata con ragioni diverse – di non partecipare alla riunione.

La conferma di Ignazio Visco alla guida della Banca d’Italia non ha incrinato il rapporto con Paolo Gentiloni, ha detto oggi il segretario del Pd a Bruno Vespa per il suo libro. Alla domanda di Vespa se la vicenda Banca d’Italia abbia guastato il rapporto tra i due, Renzi risponde. “No. Il nostro è un rapporto di lunga data. L’ho difeso quando lo volevano estrometterlo dalle liste nel 2013, l’ho proposto ministro degli Esteri sorprendendo tanti nel novembre 2014, l’ho suggerito come presidente al mio posto nel 2016. Credo che abbia fatto bene il suo lavoro, sempre. Non condivido una sua scelta, quella di Visco, ma rispetto il presidente del Consiglio e le sue funzioni. E abbiamo mille battaglie da fare insieme, ancora”.

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