Alleanza M5S-Lega, Salvini dice “no”, ma l’idea piace

Carlomagno Jeep agosto 18
Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Il leader della Lega Nord Matteo Salvini smorza le insistenti indiscrezioni che lo darebbero alleato del M5S in caso di stallo (probabilisissimo) per la formazione del nuovo governo dopo le prossime elezioni politiche. “Escludo l’appoggio della Lega a un governo Di Maio”, dice il segretario a Radio Capital.

“Basta vedere Spelacchio a Roma, come governano le città”, aggiunge Salvini. Dico no a “governo Spelacchio”, afferma riferendosi all’albero di Natale andato in malore nella capitale. “Va bene cambiare idea, ma M5s cambia idea continuamente. Noi avremo il 40% e Mattarella chiamerà uno di noi a formare il governo”.

“La vera emergenza – spiega – è portare il lavoro in Italia: l’Euro fa parte delle regole europee che devono cambiare. Da 15 anni ci sentiamo dire che bisogna chiudere gli ospedali per ridurre il debito che invece è aumentato. Quella del referendum è una sciocchezza”.

“C’è la possibilità di avere altre soluzioni per pagare il debito mantenendo l’euro. La mia prospettiva – aggiunge – non è uscire dall’euro ma rientrare con nuove regole”.

Le indiscrezioni su un possibile governo M5S-Lega erano iniziate a circolare dopo l’uscita di Berlusconi che faceva intravedere un nuovo patto col Pd di Renzi riesumando di fatto un nuovo patto del Nazareno. La prospettiva era stata rafforzata ieri dall’uscita di Di Maio che diceva: “Se non arriviamo al 40%, accordo di governo con chi ci sta” nel condividere il loro programma.

I due movimenti – pentastellati dati al 30%, leghisti al 15 – parlano lo stesso linguaggio politico e hanno diversi punti programmatici in comune (immigrazione, Ue, euro, lavoro, tasse, pensioni, eccetera).

Insieme, stando ai sondaggi, M5s e Lega arriverebbero al 45 percento. Secondo osservatori l’intesa piace e potrebbe essere simile a quella stilata tra Kurz e Strache, in Austria. In caso di stallo per la formazione del nuovo governo l’intesa sarebbe più che probabile.