Elezioni, è scontro tra i partiti su vaccini e Jobs act

Carlomagno campagna Jeep Compass dicembre 2018
Matteo Renzi
Matteo Renzi (Ansa)

Vaccini e Jobs act sono i temi caldi in vista delle elezioni politiche di marzo 2018. Il leader della Lega Matteo Salvini promette che una volta al governo cancellerà le norme: “Vaccini sì, obbligo no”, afferma. Lorenzin, che si presenterà alleata del Pd, replica che la Lega è “peggio che populista”, e la Ue è preoccupata “dall’aumento dello scetticismo” sui vaccini.

Per Berlusconi – che stasera sarà a Porta a Porta – il Jobs act è fallito, ma Renzi ribatte: “Sarà contento il Nordest”. E dagli Usa allarme dei dem sulle possibili interferenze della Russia sul voto in Italia, facendo leva sui 5 Stelle e la Lega Nord. Ma per Mosca sono solo bugie. Oggi a Roma il presidente francese Macron, incontrerà Mattarella e Gentiloni.

Intanto ieri sera da Vespa l’ex premier Renzi ha rilanciato il bonus degli 80 auro, questa volta non ai dipendenti, ma per ogni figlio di famiglie che non superino un certo reddito. Mentre il candidato premier del M5s vorrebbe inserire il reddito di cittadinanza: circa 1.600 euro per ogni nucleo familiare che vive sotto soglia di povertà. Di Maio ha anche in mente di abrogare circa 400 leggi inutili dello Stato. E mentre dal centrodestra fanno sapere irrealizzabile la proposta di Slavini di abrogare la Fornero (“faremo dei correttivi”), i pentastellati criticano Salvini il cui partito votò la legge di riforma delle pensioni.